Una sfida goliardica tra squadre ispirata ai famosi Giochi senza frontiere. Da dieci anni i comuni del Valdarno si danno appuntamento i primi di agosto per vivere insieme tre giorni all'insegna dello sport e dell'aggregazione. Una bella tradizione che si rinnova nel tempo, fa nascere nuovi rapporti, nuove amicizie e consolida legami veri tra abitanti di comuni limitrofi della Toscana. E' tutto questo l'evento Valdarno Gioca – Giochi senza frontiere valdarnesi organizzato da Valdarno Gioca, l'associazione rientrata tra i 10 vincitori di Mukki Sport 2017/2018. A raccontarci il successo di questa edizione è Desy Dominici, responsabile Sponsorship&Promotion per l'associazione Valdarno Gioca. 

Questa è la decima edizione dell'evento, come è nato e come è cambiato nel tempo? 

"E' nato dieci anni fa dall'idea di un gruppo di amici di Pian di Scò, Marco Piccardi, Luca Ceccherini e Andrea Sassolini che hanno preso spunto dai famosi Giochi senza frontiere trasmessi dalla Rai negli anni '90. E' iniziato come un gioco di paese, piano piano si è allargato agli altri Comuni. Da due anni è diventato Valdarno Gioca e sono coinvolti 10 comuni: Reggello, Loro Ciuffenna, Terranova Bracciolini, Montevarchi, Figline Valdarno, Rignano, Pergine, Bucine, Pian di Scò e San Giovanni Valdarno. Ognuno ha una squadra che partecipa ai giochi d'acqua, che si sono svolti il primo agosto alla piscina di San Giovanni Valdarno, ai giochi di terra, organizzati allo Stadio di Pian di Scò il 2 agosto, e alla cena finale del 3 agosto. Prima dei giochi d'acqua si è svolta anche la sfilata delle dieci squadre a cui hanno partecipato anche un rappresentante delle istituzioni per ogni Comune. L'evento è molto conosciuto e seguito nella nostra zona ed è cresciuto nel tempo: il nostro obiettivo, per il prossimo anno, è coinvolgere anche gli altri due comuni del Valdarno che ancora non partecipano, Cavriglia e Castiglion Fibocchi”. 

Questo evento ha per voi un valore sociale dato che riunisce tutti i comuni del Valdarno, quanto è importante lo sport per superare le divisioni territoriali? 

“Sì, è nato proprio con uno scopo sociale ed è un evento che vede collaborare il tutto il Valdarno, non ci sono divisioni territoriali. Il nostro intento è quello di coinvolgere i ragazzi del Valdarno - ma anche adulti perché si può partecipare dai 18 anni in su, senza limiti di età e sesso – in un gioco sano e costruttivo. Una sfida dove non conta tanto vincere, quanto ridere, incontrarsi e sostenere una buona causa. Valdarno Gioca infatti unisce il divertimento alla solidarietà e all'impegno sociale grazie al sostegno al Calcit Valdarno aretino e fiorentino (Comitato Autonomo Lotta contro i Tumori), e al Comitato ValdarnoNoSlot, che lavora per contrastare il grave problema della dipendenza da gioco d’azzardo. La cosa bella è che, ogni anno, partecipano persone nuove e si creano legami forti tra ragazzi di paesi diversi. L'aggregazione comincia prima dell'evento perché le squadre, due mesi prima, iniziano ad allenarsi e a fare le prove: nascono così gruppi di nuovi amici”. 

Qual è la stata la vostra carta vincente per risultare tra i vincitori di Mukki Sport? 

“Non è stato semplice coinvolgere tanta gente ma MukkiSport ci ha dato una grande visibilità e ci stato di grande aiuto per farsi conoscere ancora di più. Abbiamo coinvolto tutte le squadre e ognuna ci ha portato tanti voti. Non pensavamo di farcela perché la concorrenza era agguerrita ma, quando abbiamo visto che eravamo alti in graduatoria, abbiamo cominciato a sperare. Siamo stati primi nella classifica quasi fino alla fine e questo è stato uno stimolo ad ottenere altri voti per rimanere primi. Solo gli ultimi giorni siamo scesi al secondo posto”.

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