Arricchire l'offerta didattica universitaria fiorentina con lo sport. Perché una partita di calcio aiuta a socializzare molto più di una lezione in classe. Questa l'idea che sta dietro all'evento Olifi – Olimpiadi Universitarie fiorentine organizzato da Quei bravi ragazzi, l'associazione rientrata tra i 10 vincitori di Mukki Sport 2017/2018. Ne abbiamo parlato con Silvia Ciuffetelli, cofondatrice dell'associazione. 

Questa è la terza edizione dell'evento, come sono nate queste Olimpiadi?

“Sono nate quattro anni fa da un'idea mia e dell'altro fondatore della nostra associazione, Luigi Di Maso, che all'epoca eravamo studenti universitari fuori sede. Volevamo proporre un'occasione per socializzare tra studenti al di là delle ore di lezione. Infatti siamo convinti che fa fare più amicizia una partita di calcio che una lezione in classe. Così abbiamo inventato le Olimpiadi tra studenti che contenessero tornei dilettantistici di molti sport rivisitati in chiave di intrattenimento: calcio a 5, basket, atletica, pallavolo, ping-pong. Abbiamo contattato i rappresentanti di lista delle varie facoltà fiorentine e molte hanno recepito bene la nostra proposta. Alcune ci hanno supportato solo a livello logistico: le facoltà umanistiche infatti non hanno partecipato ai tornei. Invece gli studenti più partecipativi sono stati i fuori sede delle facoltà scientifiche: architettura, ingegneria e medicina. Anche il Comune di Firenze, i primi due anni ci ha dato un gran supporto fornendoci gli spazi gratuiti dove disputare i tornei”. 

Quanto è diffuso lo sport nel mondo universitario e che significato ha?

“Lo sport è un mezzo molto facile per stringere rapporti. Firenze è una città complicata per gli studenti fuori sede e vorremmo che lo sport li aiutasse a integrarsi. Ma sta andando al ribasso in ambiente universitario e, con il nostro evento, volevamo colmare questa lacuna. Nel nostro sistema di studio non è previsto lo sport, al contrario dell'America, dove è una parte irrinunciabile dell'Università. Nessuna facoltà ha spazi per praticarlo, esiste il Cus che ha strutture sportive per tutte le facoltà, ma ha due sedi a Castello e a Sesto fiorentino, difficili da raggiungere per chi vive in città e non ha mezzi propri. Se lo sport fosse incluso nell'offerta universitaria fiorentina, Firenze diventerebbe di grande appeal per le matricole che devono scegliere in quale città trasferirsi”. 

Qual è la stata la vostra carta vincente per risultare tra i vincitori di Mukki Sport? 

“Siamo la prima associazione affiliata Csen ad aver vinto il concorso Mukki Sport. Non ce l'aspettavamo, siamo arrivati quinti, ma abbiamo oscillato da noni a quindicesimi. L'abbiamo sudata fino alla fine! Grazie alle nostre competenze sui social abbiamo sfruttato Facebook ma in maniera intelligente, evitando lo spam. Abbiamo lavorato sul perché avevamo bisogno di questo contributo e creato dei messaggi personalizzati, attivando le reti umane, sfruttando l'algoritmo di Facebook che predilige proprio questo”.

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