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La ginnastica ritmica e il sogno di Giulia: quando l'amore per lo sport non ti lascia mai

C'era una volta una ragazzina di nome Giulia che aveva un sogno: entrare nella Nazionale italiana di ginnastica ritmica. Giulia teneva un diario a cui ogni giorno confidava i suoi desideri e le sue paure e in cui scriveva che amava così tanto la ginnastica da essere pronta a lottare con tutte le sue forze per raggiungere il suo sogno. Nonostante i tanti sacrifici, quel sogno non è riuscita a esaudirlo, ma lo ha trasformato nel suo lavoro, infondendo la stessa passione in tante ragazze che continuano a vivere l'amore per la ginnastica così come gliel'ha insegnato Giulia.
Le favole purtroppo non sempre hanno un lieto fine, ma alcune storie sono capaci di lasciarci dentro una sensazione positiva, grazie all'amore, alla passione e alla perseveranza dei suoi protagonisti. Ci siamo fatti raccontare la storia di Giulia da Costanza Dainelli, direttrice tecnica di Ginnastica Iris, l'associazione rientrata tra i 10 vincitori di Mukki Sport 2016/2017, e allenatrice di Giulia, la straordinaria atleta a cui è stato dedicato il Trofeo Giulia Cignoni.

Com'era Giulia e cos'era per lei la ginnastica?
Giulia era una ragazza di un'umiltà incredibile, molto amata da tutti sia per la sua tecnica sia per il suo carattere. La grande passione di Giulia era la ginnastica, ma era brillante in tutto ciò che faceva: ginnasta brava e dotata, era bravissima anche a scuola, tanto che superò persino i test per la Normale di Pisa. Il suo bellissimo carattere l'ha resa amata da tutti, tanto che le atlete che aveva allenato per un'altra società sono volute venire da noi per restare legate a lei.
L'incontro tra me e Giulia è avvenuto per una serie di eventi legati ovviamente alla ginnastica. Una mia collega mi chiese di allenare una sua atleta perché la società in cui si trovava non le avrebbe potuto offrire la preparazione di cui aveva bisogno; quell'atleta promettente era Giulia e iniziò l'allenamento con me per entrare nella squadra di ginnastica ritmica della Toscana che avrebbe concorso, con le squadre di altre regioni, a rappresentare l'Italia agli europei. Quell'anno la Toscana arrivò seconda alle selezioni, ma la sua allenatrice mi chiese di continuare a preparare Giulia. Lei era di Ponsacco e per alimentare la sua passione e il suo sogno decise di trasferirsi a Firenze; io la accolsi in casa mia e Giulia ha vissuto con me e la mia famiglia per 7 anni. Anche se il rapporto allenatore-ginnasta è sempre molto forte, tra noi si instaurò ovviamente un legame ancora più profondo che crebbe con il passare del tempo. Fu anche convocata in Nazionale e io la accompagnai nella sua trasferta di 10 giorni; successivamente, divenne allenatrice federale ad alti livelli, ma il rapporto con me e la nostra società non si spense mai: prima di morire mi disse che voleva tornare ad allenare da noi, per ricongiungersi con le persone con cui era stata bene.
Siamo ancora molto legati con i genitori che continuano a vivere l'ambiente della ginnastica, perché la loro Giulia adorava questo sport e il suo sogno era far parte della Nazionale; anche se per lei fu un duro colpo non entrare, nel suo diario si legge che il suo amore restava comunque la ginnastica, al di là dei risultati raggiunti.

Qual è il “Valore aggiunto” della ginnastica come sport?
Sopratutto se praticata a livello agonistico, la ginnastica ti insegna a perdere e, dato che nell'agonistica succede molto spesso, partecipare alle gare ti dà una marcia in più e ti fa scoprire quanto puoi dare come essere unano. Le ragazzine si allenano 4 ore al giorno tutti i giorni e riescono a conciliare benissimo lo sport alla vita di tutti i giorni. Per questo è uno sport che ti dà una grande capacità organizzativa e ti aiuta ad affrontare meglio la vita, a non lamentarti e non essere polemici perché chi sceglie questa strada non ha tempo da perdere. Inoltre, nessuna ginnasta ha problemi a scuola, anzi: molte iniziano a incontrare le difficoltà una volta smesso, perché non hanno più lo stimolo a dare il massimo.

È stato il ricordo di Giulia il vostro “motore” per vincere Mukki Sport?
Senz'altro. Il Trofeo lo avremmo fatto a priori, indipendentemente dalla partecipazione a Mukki Sport, ma speravamo di farlo ad un alto livello, così da essere degno di Giulia; sono stati i suoi genitori i primi sostenitori del Trofeo, perché speravano riuscissimo a farlo. Il nostro primo stimolo a partecipare a Mukki Sport è stata la necessità di dare visibilità a questo evento: Mukki è un'azienda che conosciamo tutti e sapevamo che avrebbe dato tanta visibilità a Trofeo, una cosa per noi prioritaria soprattutto per i genitori di Giulia, che traggono forza proprio dal fatto che si parli della figlia. Poi abbiamo avuto un grande aiuto da altre società di ginnastica, ma anche dalle atlete della Nazionale italiana che conoscevano bene Giulia e la sua storia. Siamo felici di essere riusciti a dare questa gioia ai genitori della nostra Giulia!

Info: facebook.com/irisginnasticafirenze/
         ginnastica.iris@tiscali.it

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“Mi dissero che non potevo…Per questo l’ho fatto!”: sfidare se stessi con il trekking

Fare sport significa prima di tutto superare i propri limiti, ma anche combattere quel pizzico di pigrizia che, diciamolo, ogni tanto colpisce tutti. C'è chi trova gli sport al chiuso particolarmente noiosi e ha bisogno di uno stimolo in più per uscire di casa e fare del moto, così sceglie attività all'aperto con cui ammirare e scoprire le meraviglie della natura.
Ovviamente più impegnativo, ma non meno piacevole di una passeggiata con gli amici alla scoperta del paesaggio, il trekking è perfetto per chi vuole fare un'attività fisica in cui arricchire, oltre al proprio corpo, anche gli occhi e lo spirito. La vera sfida nel trekking è avventurarsi in itinerari sempre nuovi, affrontare percorsi difficili fatti di discese e salite su strade non sempre agevoli, farsi sorprendere dalle infinite sfumature, declinazioni e varietà che offre il paesaggio, passare dal mare alla montagna attraverso fitti boschi o valli deserte
Un'esperienza unica, come quella offerta dall'associazione Grande Trekking che domenica 7 maggio dalla spiaggia di Marina di Carrara ha portato oltre 1.000 persone a toccare la vetta del Monte Sagro, una tra le principali cime delle Alpi Apuane, grazie alla IV edizione del Grande Trekking dal mare alla vetta. Per questo abbiamo intervistato Andrea Maccari il presidente di Grande Trekking, una delle associazioni vincitrici di Mukki Sport 2016/2017.

Perché avete pensato a un evento che unisse il mare e la montagna?
L'idea di questo evento è partita dalla nostra zona che offre una grande varietà naturalistica, un territorio in cui convivono varie tipologie di paesaggio. La Toscana si presta perfettamente a ospitare un evento che permette di assaporare in breve tempo due declinazioni della natura così distanti: il mare e la montagna. Per questo il Grande Trekking ha scelto come motto "Sfida te stesso", perché unisce due realtà che in natura si trovano agli antipodi e si raggiungere una vetta delle Alpi da cui godere di una vista mozzafiato, dal momento che il Monte Sagro si affaccia sul mare.
L'eccezionalità di questo itinerario è testimoniato dallo straordinario incremento di partecipanti: siamo partiti in 90 nel 2014 e quest'anno abbiamo coinvolto 1.600 persone, molte delle quali provenienti da tutta Europa. Non ci sono solo partecipanti che lo fanno in maniera agonistica: in molti, convinti dagli amici, sono affascinati dall'aspetto naturalistico del percorso. Comunque, anche se la formula funziona bene e la parte competitiva convive tranquillamente con quella ludica, stiamo pensando di prolungare il percorso competitivo per chi è abituato a trial più competitivi.

Cosa spinge le persone a scegliere il trekking?
Faccio parte del CAI e ho notato che negli ultimi anni si è registrato un incremento di iscrizioni nelle attività legate al trekking e che prevedono il contatto con la natura. Dopo ogni grande manifestazione, come il Grande Trekking, aumentano le persone interessate a queste attività: basta provarle anche una sola volta per appassionarsi, perché sono molto divertenti. In particolar modo, i neofiti che partecipano a manifestazioni con così tante persone ne escono entusiasti, perché la fatica viene ridotta dalla contingenza, dal fatto che sei insieme agli altri ad affrontare una sfida e superi la stanchezza con maggiore spensieratezza. Ti dà molta adrenalina il fatto di essere riuscito nell'impresa e diventa come una droga, non riesci più a farne a meno.

È più difficile scalare l'Everest o vincere Mukki Sport?
È stata senza dubbio una sfida faticosa ma, come il trekking, anche Mukki Sport è stato una droga, perché è un contest molto adrenalinico, anche se divertente. A parte il periodo della votazione, abbiamo apprezzato molto tutto quello che c'è stato dopo la vittoria, come la targa ricevuta e la presenza del fotografo all'evento che ci ha contagiati tutti con il suo entusiasmo, mostrandosi felice di essere lì con noi.

Info: grandetrekking.com
         facebook.com/gtdalmareallavetta/

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Il calcio per i paesi del nord Europa? Si chiama Teamgym

Non si usa il pallone, non si pratica all'aperto e l'emozione è assicurata. Nel nord Europa è lo sport nazionale, come il calcio in Italia. Si tratta del Teamgym, uno spettacolare sport ginnico in cui gli atleti sfidano la forza di gravità e si esibiscono in serie coreografate ricche di virtuosismi tecnici.
Il Teamgym nasce nelle palestre della Scandinavia negli anni 70 e qui è lo sport più diffuso, sicuramente anche grazie alle condizioni climatiche che incoraggiano attività al chiuso. Abbiamo avuto quindi l'occasione per scoprire uno sport sconosciuto ai più, ma che coinvolge e appassiona tanti ragazzi in tutta Italia. A farcelo conoscere è stato uno dei vincitori della seconda edizione di Mukki Sport: la Giobri New Balance, l'associazione sportiva di Pescia che ha organizzato il 29 e 30 aprile in Toscana una delle tappe del campionato nazionale F.I.S.A.C., la federazione che riunisce gli sport acrobatici e coreografici, tra cui il Teamgym.
Beatrice Brunelli, ex atleta e oggi addetta alla grafica e socia media della Giobri, ci ha raccontato un po' di curiosità su questo sport e sull'associazione.

Cos'è il Teamgym? Da che età e in che modo ci si avvicina a questo sport?
È un filone della ginnastica, ma utilizza attrezzi completamenti diversi come il tumbling, con cui si fanno le serie acrobatiche, il mini trampolino, che dilata il tempo e lo spazio di un salto acrobatico. Poi c'è il floor, la specialità in cui gli atleti eseguono una routine coreografata con elementi tecnici imposti. Prevede competizioni a squadre, trii, coppie, individuali, femminili, maschili o misti in cui gli atleti si esibiscono nelle 3 discipline (tumbling, mini trampolino, floor).
Per gli sport ginnici è consigliabile iniziare da piccolissimi: nella Palestra di Valchiusa di Pescia accogliamo bambini dai 3 anni che praticano motricità; intorno agli 8 anni, in base alla struttura fisica e alle preferenze di ciascuno, indirizziamo i ragazzi verso la disciplina più adatta, come trampolino elastico, ginnastica artistica e ginnastica acrobatica. Quindi negli anni dell'infanzia si vive la ginnastica come gioco, e verso gli otto anni si iniziano a vedere i primi frutti del proprio lavoro e si affrontano le gare più importanti. Gli adulti, invece, si allenano nei vari tipi di ginnastica che ospitiamo alla nostra palestra di viale Garibaldi a Pescia.

L'allenatore è indubbiamente un punto di riferimento: come gestite le ansie dei genitori e lo sviluppo dei ragazzi?
Sono i ragazzi stessi a gestire i propri genitori, perché – anche se alcuni sono più ansiosi di altri – i ragazzi sono così entusiasti di quello che fanno che si impongono sui propri genitori pur di seguire la propria passione. L'apprensione dei genitori, però, è un banco di prova: se sei determinato e riesci a importi, alimenti inconsapevolmente la tua passione.
Lo sviluppo psico-fisico, invece, i ragazzi lo affrontano tutti insieme. Essendo uno sport di gruppo, i cambiamenti li vivono tutti insieme all'interno della propria “famiglia sportiva”. Secondo me non si accorgono nemmeno che il loro corpo sta cambiando e stanno crescendo, anche perché il programma di lavoro si adatta ai cambiamenti tipici di ogni fase della crescita. Come per tutti gli sport, poi, ogni età è diversa: per un atleta di Teamgym la maturità viene raggiunta intorno alla maggiore età anagrafica, ma ovviamente non è uguale per tutti. La nostra esperienza ci aiuta a individuare capacità e potenzialità dell'atleta e ad agire di conseguenza.
Il problema che riscontriamo, però, nella gestione del percorso sportivo di ciscuno, dipende dalla percezione, da parte dell'istituzione scolastica, della pratica dell'attività sportiva agonistica da parte di un alunno. In Italia, purtroppo, si abbandona questo sport precocemente perché si è costretti a scegliere tra l'istruzione e lo sport; non sei incentivato a fare sport, vissuto come un “togli tempo” alle attività scolastiche. Spesso, chi fa sport a livello agonistico viene quasi stigmatizzato. Nel Nord Europa, invece, i ragazzi vengono incentivati e affiancano normalmente lo sport agonistico all'attività scolastica e al percorso di istruzione.

Quale "disciplina" avete scelto per vincere Mukki Sport?
Sono stati i genitori i nostri “allenatori”: hanno creduto in noi e in questa impresa e ci hanno aiutato con tutte le loro forze ad affrontarla e vincerla. È stata davvero una bellissima esperienza che ci ha unito molto: a mezzanotte eravamo tutti connessi per contare gli ultimi voti e controllare la nostra posizione in classifica.
Inoltre, per tutti, Mukki Sport è stato motivo di forte orgoglio: la Mukki è l'azienda della nostra regione e con questa iniziativa è entrata nelle nostre vite e nei nostri discorsi quotidiani. I bambini e i ragazzi sono stati molto felici e lusingati di ricevere questo riconoscimento e di avere la Mukki presente alla loro gara, oltre al grande orgoglio nel ricevere lo zainetto e i gadget. L'azienda li ha fatti sentire importanti.

Info: ginnastica@giobri.com 
      facebook.com/giobrisocietàsportiva

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Baskin: quando con lo sport scende in campo l'integrazione

Fare sport di squadra significa prima di tutto impegnarsi per il bene del gruppo e non per emergere singolarmente. Non significa correre o segnare da soli, ma condividere con i propri compagni il percorso che conduce alla vittoria, da conquistare sul campo un punto dopo l'altro, un passo alla volta.
E uno sport come il Baskin - che fa scendere in campo, fianco a fianco, normodotati di entrambi i sessi e diversamente abili - insegna, più di altri sport di squadra, che non è importante chi segni effettivamente il canestro, ma lavorare duro affinché il proprio gruppo vinca. Anzi, se è il compagno disabile a concludere l'azione con un canestro, quel punto avrà un sapore ancora più buono, quello dell'integrazione nel nome dello sport. Perché sul campo di Baskin gli atleti sono davvero tutti uguali, al di là del sesso e delle capacità fisiche del singolo.
Una lezione di integrazione che abbiamo imparato grazie alla ASD Gosp Slam, l'associazione della provincia di Lucca che ha organizzato CapannorIn Baskin, uno dei 10 vincitori della seconda edizione di Mukki Sport. Ecco cosa ci ha raccontato di questo sport Gianluca Orsi, direttore tecnico dell'associazione.

Come nasce il Baskin e quanto è diffuso in Toscana e in Italia?
Il Baskin nasce a Cremona dall'idea di un professore di educazione fisica (prof. Fausto Capellini, Vicepresidente dell'Associazione Baskin) e di un ingegnere (ing. Antonio Bodini, Presidente dell'Associazione Baskin) per rispondere all'esigenza dell'ing. Bodini di permettere alla figlia disabile di giocare con i suoi compagni della scuola media Virgilio.
Il Prof. Capellini e l'ing. Bodini hanno così creato questo nuovo sport con lo scopo di permettere a tutti i ragazzi di giocare insieme, aggiungendo due aree laterali e 4 canestri in più rispetto al basket e inserendo delle regole aggiuntive. Le regole principali prevedono che il giocatore con più abilità non possa difendere sul giocatore con meno abilità e che nella squadra ci sia almeno una donna; quindi questo sport non esclude nessuno, parifica gli atleti in campo e tutti diventano fondamentali per il gioco stesso.
In Toscana il Baskin è arrivato nel novembre del 2013 e in poco più di 3 anni ci sono 7 società che lo praticano, una delle quali è arrivata seconda alla coppa Italia dello scorso anno e quest'anno c'è stato il primo torneo toscano. In Italia ci sono 10 regioni che praticano il Baskin per un totale di circa di 5.000 atleti distribuiti su circa 70 società.

Perché un atleta normodotato sceglie di praticare il Baskin?
Da studi fatti dall'università di Milano è emerso che per un atleta in attività è più allenante il Baskin rispetto al Basket; chi gioca a Baskin non sceglie quindi un'attività in cui c'è del pietismo, ma fa uno sport a 360° e insieme si diverte. Ci sono atleti che fanno entrambi gli sport ed ex giocatori e giocatrici che praticano il Baskin. Il divertimento è uno dei punti di forza di questo sport, confermato anche dai partecipanti al nostro evento: nella settimana successiva a CapannorIn Baskin devo dire che ho avuto degli ottimi riscontri.

Quanto ha influito il lavoro di squadra per vincere Mukki Sport?
Tantissimo; arrivare tra i 10 progetti è stata una vittoria di squadra globale. Siamo andati a pescare tutte le nostre amicizie, abbiamo contattato tutto il mondo, altre squadre ci hanno supportato con le loro amicizie; è stata una vittoria di tutti e non di una sola categoria. La targa di Mukki Sport l'abbiamo dedicata a tutti!

Info: gospslam@gmail.com
      facebook.com/GoSp-Slam-Warriors-Minibasket-e-Baskin-Capannori-1021401961279993/

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Il ciclismo: dal divertimento all'agonismo in una pedalata

Babbo, la differenza tra me e te è che te vai in bicicletta, io faccio ciclismo.

Questa è la frase che Zeno, uno dei giovanissimi della ASD Itala 1907, ha rivolto al suo papà, Franco Pisani, il consigliere della stessa associazione che è rientrata tra i 10 vincitori della seconda edizione di Mukki Sport. Apparentemente una semplice espressione spontanea di un bambino, questa frase sintetizza con straordinaria efficacia la differenza tra la bicicletta come gioco e come mezzo per praticare uno sport tanto bello quanto intenso.
Questa affermazione risponde anche alla domanda, forse ovvia, “basta saper andare in bicicletta per praticare ciclismo?”; un quesito che si pone soprattutto quando è un bambino a decidere di cimentarsi in questo sport. La bicicletta è stato il primo giocattolo che gli ha permesso di provare un senso di libertà incredibile, con cui è partito alla scoperta del mondo insieme ai genitori e ai suoi coetanei, e che con il tempo ha imparato ad amare così tanto da scegliere il ciclismo come sport.
Ma cosa significa davvero “fare ciclismo”? Lo abbiamo chiesto a Franco Pisani, papà di un “giovane ciclista” della ASD Itala 1907, organizzatrice della Gara Ciclistica Giovanissimi che si è aggiudicata il contributo di Mukki grazie alla vittoria di Mukki Sport.

Cosa spinge un bambino a scegliere il ciclismo come sport?
Non ho una risposta netta, ma sta diventando molto difficile trovare bambini che scelgono questo sport. Da una parte bisogna considerare le condizioni di oggi: questo sport richiede fatica, sacrificio, abnegazione, valori che purtroppo si stanno perdendo. In una gara di ciclismo partono 35 bambini e ne vince uno solo, mentre negli altri sport le vittorie e le sconfitte vengono condivise.
Nella mia esperienza, un bambino si approccia a questo sport – al di là del coinvolgimento e della spinta della famiglia – perché è attratto dall'“oggetto bicicletta”, affascinato dalla parte “meccanica” del ciclismo. Simbolo di libertà per eccellenza, salire in bicicletta e partire e possedere un proprio mezzo di trasporto è una cosa che piace molto a un bambino: quando consegniamo le biciclette a inizio stagione vediamo la luce che brilla nei loro occhi.
Dalla lunga storia ed esperienza dell'associazione, posso dire che questo sport non ha più l'appeal che aveva negli anni 90, perché ci sono sempre meno bambini e il professionismo richiede molto impegno.

Come nasce la ASD Itala 1907?
Nasce quando il ciclismo viene concepito come sport agonistico; oggi è una delle realtà sportive più longeve d'Italia e l'unica squadra di ciclismo, con sede ufficiale a Firenze, che si occupa solo di giovanissimi ed esordienti.
Sopravvissuta a due guerre mondiali, ha permesso a centinaia di giovani di cimentarsi con il ciclismo, mantenendo sempre al primo posto il ruolo formativo ed educativo dello sport. Ha avuto un passato glorioso, contando tra le sue fila corridori che sono divenuti professionisti, ma da 10 anni a questa parte il nostro presidente, Giuliano Cenni, si è voluto dedicare solo a giovanissimi ed esordienti. 

Come avete fatto a “staccare” gli avversari e vincere Mukki Sport?
Dopo un iniziale entusiasmo da parte di tutti i genitori, alla prima pubblicazione della classifica provvisoria avevamo visto di essere indietro e pensato di gettare la spugna. Una sera, tornando dagli allenamenti con mio figlio Zeno, ascoltavamo Radio DeeJay e proprio a Zeno è venuto in mente di contattare l'emittente per farci aiutare. Durante la trasmissione sono arrivati 500 voti che hanno infuso un grande entusiasmato in tutti noi; grazie alla fiducia ritrovata, noi genitori abbiamo fatto squadra, ci siamo rimessi in moto e abbiamo coinvolto tutto il nostro entourage.
La raccolta voti è stata una bella esperienza che ci ha aiutato a fare gruppo.

Info: facebook.com/asditalaciclismo1907/ 
      italaciclismo@virgilio.it

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Il ciclismo: dal divertimento all'agonismo in una pedalata

La ginnastica ritmica e i suoi attrezzi per disegnare l'aria

Il cerchio, la palla, le clavette, il nastro e la fune: sono queste le “bacchette magiche” con cui le ginnaste, vere e proprie “fatine” dello sport, disegnano l'aria. È grazie a questi 5 attrezzi che riescono in magie incredibili; per realizzarle, il loro corpo deve sottostare alle rigide regole di questa affascinante disciplina sportiva che impone un'estrema padronanza tecnica e vuole le atlete flessibili ed espressive. Con la prima edizione di Mukki Sport siamo riusciti a vivere da vicino le emozioni di questa disciplina, anche grazie alla settima edizione del Memorial Manola Rosi, l'evento della Società Ginnastica “F. Petrarca 1877” che si è aggiudicato il contributo Mukki rientrando tra i 10 vincitori dell'iniziativa. Per approfondire l'argomento, abbiamo scambiato due parole con il Presidente dell'Associazione, Paolo Pratesi.

Il Memorial Manola Rosi è un appuntamento molto atteso a livello nazionale. Com'è nato?
Questo evento è nato in seguito alla scomparsa di Manola Rosi, la nostra tecnica di riferimento che era la responsabile tecnica nazionale della ginnastica ritmica e aveva raggiunto i massimi vertici nazionali. Era una professionista appassionata e scrupolosa: anche nei suoi ultimi istanti ha fatto di tutto per non far mancare il suo sostegno alle atlete della nazionale impegnate in Giappone. Pur avendo due lavori, faceva i salti mortali per riuscire a conciliare tutto; l'evento, quindi, non poteva che essere dedicato a lei. Il Memorial è a rappresentativa regionale: ogni regione manda 3 squadre, ognuna appartenente a una diversa fascia d'età, cosicché le atlete possano gareggiare con altre ginnaste di pari livello. L'evento, pur non interferendo con i calendari federali, ha sempre avuto una veste agonistica; alla regione prima classificata - per l'edizione 2016 le Marche - viene consegnata un'opera in bronzo: un trofeo che viene realizzato ex novo ogni anno dallo stesso scultore.

Le ginnaste sembrano delle vere fatine, ma quanto è duro il lavoro che sta dietro a tanta padronanza del proprio corpo?
Molto duro: quando le ginnaste arrivano all'attenzione nazionale, quindi chiamate a rappresentare l'Italia nelle gare di rilievo internazionale, sostengono anche due allenamenti al giorno. La ginnastica è una disciplina sportiva il cui studio deve iniziare sin da piccolissime: i tesseramenti partono a 4 anni compiuti, così da trasmettere da subito i valori dello sport e iniziare a forgiare il corpo della atlete. A quell'età, la ginnastica viene insegnata sotto forma di gioco, perché non si è ancora pronti per affrontare gli esercizi veri e propri; vengono tirate fuori le doti delle bambine che apprendono come utilizzare il proprio corpo in maniera corretta e fanno proprie le regole sportive che diventano regole di vita.

Eravate abbastanza allenati per vincere “la gara” Mukki Sport?
Inizialmente, non pensavamo fosse così dura, anche se immaginavamo la forte concorrenza: la Toscana vanta un folto numero di società sportive ed eventi che rientrano a pieno titolo in quelli ammessi dal regolamento. Per rientrare tra i vincitori abbiamo lavorato molto per sensibilizzare i bambini della nostra società e in particolare i loro genitori. Il nostro sport non gode di grandi sovvenzioni, quindi un'iniziativa come Mukki Sport è stata molto utile per le sostenere le nostre attività.

Info: www.ginnasticapetrarca.it
         segreteria@ginnasticapetrarca.it - presidente@ginnasticapetrarca.it

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Nuoto: per vincere basta scendere in vasca con cuore, mente e passione

Quando nuotiamo, il corpo fluttua leggero, ci sentiamo liberi e isolati dal mondo esterno: i suoni sono distorti e siamo soli, a lottare contro i nostri limiti e, una bracciata dopo l'altra, il ritmo ce lo danno il cuore e il respiro. In acqua la concentrazione deve essere al massimo perché, nel nuoto, non vince solo chi è giovane e fisicamente prestante, ma anche chi ci crede e sa sfruttare al meglio la propria esperienza.
È stata proprio la passione l'arma vincente degli atleti della categoria Master che, in oltre 500, si sono sfidati domenica 6 novembre 2016 alla Piscina Comunale di Bellariva a Firenze nel III Trofeo Amici del Nuoto, uno dei 10 eventi vincitori della prima edizione di Mukki Sport. Ci ha raccontato tutto su di loro Andrea Lorini, vice presidente della società sportiva Ssd arl Amici del nuoto Firenze.

Quanta passione ci vuole per mettersi in gioco al di là del risultato finale?
La passione è legata innanzitutto all'amore per questo sport e alla voglia di confrontarsi in primis con se stessi, cercando di superare i propri limiti, una sfida soprattutto per chi non ha fatto agonismo in età adolescenziale e lo scopre solo successivamente. Nella categoria Master (formata da atleti over 25, ndr) i miglioramenti e la passione maggiore si riscontrano nelle persone che hanno semplicemente frequentato dei corsi di nuoto; per gli agonisti, invece, che hanno già conosciuto l'apice della propria carriera, diventa impossibile ottenere risultati ancora migliori. Per chi gareggia in questa categoria ci sono quindi due spinte diverse: da una parte c'è chi ha conosciuto l'agonismo e vuole continuare a nuotare per tenersi in forma e rinnovare il proprio amore per questo sport, dall'altra chi ha cominciato a praticarlo in età più avanzata e trova nel nuoto un modo per star bene e – nello stesso tempo – migliorarsi personalmente, superare i propri limiti e trovare un gruppo di amici con cui condividere la propria passione anche al di fuori della vasca.

Il nuoto è uno sport molto consigliato sin dai bambini. Quali sono i benefici per chi lo pratica da adulti?
Il nuoto apporta tanti benefici, soprattutto all'apparato cardiovascolare; inoltre, rispetto ad altri sport come la corsa o il ciclismo, mancando il contatto fisico, il rischio di trauma, come lesioni muscolari o articolari, è ridotto sensibilmente. Se, quindi, anche podismo e ciclismo sono considerati sport completi e molto indicati per la prevenzione dei problemi cardiovascolari, a cui siamo più soggetti quando non siamo più giovanissimi, il nuoto ha il vantaggio di avere fattori di rischio molto inferiori. Accanto ai benefici fisici, non sono da sottovalutare quelli sociali: la squadra ha un ruolo molto importante nel nuoto, anche se è considerato uno sport individuale. Il gruppo, oltre a essere un lungo di condivisione stimolante in cui lasciarsi andare alla goliardia, diventa un po' come una seconda famiglia: fare un buon risultato in vasca aiuta la squadra a salire in classifica, senza parlare della staffetta, in cui è fondamentale essere coesi e lavorare duramente per vincere la gara.

Siete rientrati tra i 10 vincitori della prima edizione di Mukki Sport. Quale “stile” avete usato?
Abbiamo una pagina Facebook dedicata alla nostra squadra, quindi siamo tutti attivi sui social. Ognuno di noi ha invitato tutti i propri amici a votarci e così è iniziato il passaparola per cercare di far vincere la nostra associazione. In più, sono state coinvolte anche tutte le mamme dei bambini che frequentano i corsi di nuoto in piscina e così, con l'aiuto di tutti, abbiamo superato quota 1900 voti, un grande risultato per cui, ancora una volta, dobbiamo ringraziare il lavoro di squadra!

Info: www.amicidelnuotofirenze.it
         info@amicidelnuotofirenze.it

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Lo sport per ricordare e unire: l'evento di ginnastica dedicato ad Aurora

Come si fa a non entusiasmarsi di fronte a un'esibizione di ginnastica? Riuscire a condensare tanta grazia ed esuberanza fisica non è cosa da poco e le specialità di questa disciplina sportiva sono davvero tante; che si tratti di artistica o ritmica, i ginnasti sanno trasformare in emozione qualsiasi gesto sportivo, anche il più complesso. In Toscana, la passione per questo sport è molto forte e a Viareggio, in particolare, la Società Ginnastica Raffaello Motto ha costruito una vera “famiglia” di piccoli e grandi atleti uniti nel segno dello sport e che, quando ricordano una propria compagna scomparsa, sanno farlo in un solo modo: gareggiando.
Abbiamo incontrato Donatella Lazzeri, allenatrice più anziana e direttrice tecnica di questa società che ha portato le sue atlete di ginnastica ritmica in serie A1 ed è riuscita a rientrare tra i 10 vincitori di Mukki Sport grazie al Trofeo Aurora Francesconi, l'evento nato per ricordare una delle sue bellissime atlete.

Quando si pratica sport, con la propria squadra si forma una grande famiglia; per questo avete deciso di ricordare Aurora con un Trofeo?
Nella Raffaello Motto mi occupo di tutti i settori della società (artistica, ritmica, ginnastica per tutti), ed è decisamente così: la tua associazione sportiva diventa un po' come una seconda famiglia. Aurora faceva parte della nostra società (dapprima con la ginnastica artistica e poi con la ritmica) da quando aveva 3 anni. Dopo il tragico evento che l'ha coinvolta, abbiamo deciso di ricordarla con un trofeo perché la sua famiglia ama lo sport in tutte le sue forme. Dalla morte di Aurora, infatti, è nata un'associazione che porta il suo nome  - la Fondazione Aurora Francesconi - con la quale i suoi genitori organizzano eventi sportivi nella città di Viareggio, proprio perché Aurora era molto conosciuta nella nostra città.

La ginnastica risente della cassa di risonanza della TV quando ci sono grandi eventi sportivi come le olimpiadi?
Da quando la nostra nazionale di ginnastica ritmica può contare sulle straordinarie “Farfalle”, le loro incredibili gesta sportive hanno creato un grande movimento che è riuscito a far conoscere al grande pubblico la ginnastica ritmica. Oltre alle farfalle, anche grazie a grandi eventi possiamo registrare un aumento le iscrizioni. In particolare, da quando la nostra società gareggia in A1 abbiamo potuto contare su una grande visibilità, soprattutto dopo la vittoria al Campionato Italiano d'insieme, che ha creato a Viareggio un grande seguito per la ginnastica.

A chi dedicate la vittoria a Mukki Sport?
A parte ad Aurora, voglio dedicare la nostra vittoria a tutti i ragazzi che hanno la passione per la ginnastica, ma anche a quelli amano lo sport in genere, perché è un'attività che forma il carattere e il fisico, oltre a favorire la crescita ottimale dei ragazzi. La nostra società ha molto seguito: ci tenevamo moto a conseguire questa vittoria e, grazie al gioco di squadra, ce l'abbiamo fatta. L'evento è andato molto bene e l'intento è di riproporlo tutti gli anni.

Info: www.mottoviareggio.it
         donatellalazzeri@tiscali.it

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La città come un campo da gioco: un progetto vincente tra sport e integrazione

Lo sport ha uno straordinario potere: quello di avvicinare le persone in nome di un obiettivo comune. Quale modo migliore, quindi, di utilizzare la forza aggregante dello sport se non per aiutare chi ha bisogno di integrarsi con una nuova cultura?
L'associazione Gli anelli Mancanti onlus, che unisce un gruppo di volontari per tenere corsi di lingua italiana e organizzare varie attività e iniziative – tutte in forma gratuita – a supporto degli stranieri, ha creato un evento sportivo, Todos Bomber, che domenica 29 maggio 2016 ha portato in Piazza Tasso a Firenze oltre 200 ragazzi di varie nazionalità impegnati in Tornei di Calcio a 5, Basket, Ping Pong, Pallavolo. Francesca Di Giuseppe, de Gli Anelli Mancanti, ci ha raccontato qual è la forza di Todos Bomber, l'evento rientrato tra i 10 vincitori di Mukki Sport.

Quanto è forte il potere di integrazione dello sport?
È fortissimo, per questo abbiamo deciso di fare questo genere di iniziative in collaborazione con UISP. Dato che siamo un'associazione che ha a che fare quotidianamente con i richiedenti asilo e i migranti, lo sport, dopo la lingua, è un elemento aggregante e di integrazione immediato, per questo abbiamo pensato che potesse essere utile e bello realizzare un evento nel cuore della città, soprattutto in una zona molto vissuta dai cittadini dove la commistione delle culture è molto forte.

Una piazza di Firenze invasa dallo sport: come ha reagito la città?
La città ha reagito benissimo: noi abbiamo cercato di fare, prima dell'evento, una forte azione di promozione sul territorio, non solo attraverso l'associazione, ma che coinvolgesse in prima persona la cittadinanza, andando a informare sia il Quartiere sia i cittadini singoli, attraverso la promozione dell'evento nelle piazze, per far sì che potessero parteciparvi le persone che frequentano abitualmente quelle zone. Dai cittadini ai ristoratori ai negozi, abbiamo portato avanti un'azione di partecipazione massiva.

Vincere Mukki Sport è stato un obiettivo raggiunto. Come avete fatto?
La nostra associazione opera sul territorio fiorentino da diversi anni, e ha quindi costruito una rete molto forte che ci ha aiutato a promuovere quest'iniziativa che è piaciuta molto. Quest'anno, riuscire a organizzare Todos Bomber in maniera ancora più estesa, anche grazie al contributo di Mukki, ha fatto da traino alla sua diffusione sui social. Le persone che normalmente ci seguono e collaborano con noi hanno diffuso sin da subito e in maniera spontanea tra i loro contatti l'informazione della partecipazione a Mukki Sport, in modo da dare continuità a questo evento – che è già stato fatto lo scorso anno - che speriamo si ripeta ancora ,perché l'iniziativa piace al pubblico e funziona bene.

Info: www.anellimancanti.com
        info@anellimancanti.com
        www.facebook.com/Anelli-Mancanti-331111196933472

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In sella a una bici per scoprire il mondo facendo sport

Dopo aver imparato a camminare e nuotare, quando si diventa gradi la bicicletta è il primo mezzo di trasporto che possiamo guidare. Superate le prime difficoltà iniziali, ecco che già da bambini assaporiamo uno straordinario senso di libertà, grazie a quelle due ruote che ci permettono di fare i nostri primi piccoli spostamenti. Con il passare del tempo, scopriamo che a bordo di una bicicletta possiamo andare alla scoperta del mondo che ci circonda: che noi siamo atleti o semplici amanti delle due ruote, basta un po' di allenamento ed eccoci - una pedalata dopo l'altra magari in compagnia dei nostri amici - pronti ad andare molto lontano. Proprio il ciclismo è lo sport di uno dei 10 eventi vincitori di Mukki Sport; per questo abbiamo parlato con Duccio Masini, presidente della ASD Cascine del Riccio Bike Team, che ha organizzato la Granfondo “Colli del Chianti”.

Qual è la caratteristica che rende il ciclismo così amato in Toscana?
Il ciclismo è innanzitutto uno sport popolare, e il territorio della nostra regione lo rende ideale per andare alla scoperta delle colline e dei bellissimi paesaggi che abbiamo. Nonostante sia molto faticoso, il ciclismo permette di andare alla scoperta dei luoghi stando insieme ai propri compagni di squadra. In prima persona, a bordo della mia bicicletta ho imparato a conoscere scorci nuovi e inediti della Toscana insieme al mio gruppo, composto da amanti di questo sport di varie fasce d'età che lo praticano senza fini agonistici, ma al solo scopo di stare insieme facendo, al contempo, attività fisica. Una delle caratteristiche che rendono il ciclismo molto seguito, è che lo si può praticare a tutti i livelli e a tutte le età, facendo convivere varie generazioni in maniera armoniosa.

Al vostro evento hanno partecipato solo ciclisti o anche semplici appassionati di questo sport?
La partecipazione alla Granfondo è stata cospicua e, dato che l'evento era abbastanza articolato - con 3 percorsi, punti ristoro e pasta party finale - l'organizzazione è stata coadiuvata da 40 volontari che ci hanno aiutati nella sua realizzazione; senza l'aiuto dei nostri familiari e dello staff del circolo “La Rinascente” non saremmo riusciti a farcela. La Granfondo non aveva fini agonistici, per questo abbiamo premiato le squadre in base al numero di atleti e al percorso fatto, senza stilare una vera e propria classifica agonistica. Tra i percorsi, c'era anche una scalata di gruppo per valorizzare la forza della squadra premiando quella che è arrivata in vetta in maniera più compatta.

Il ciclismo è più o meno duro di Mukki Sport?
Mukki Sport è stata una lunga maratona; sono stati due mesi davvero intensi che ci hanno visti super impegnati per cercare di racimolare i nostri voti, sudati uno a uno: una sfida decisamente più dura di una gara in bicicletta! Anche a causa della durata della votazione, è stato difficile mantenere la posizione conquistata, proprio come in bicicletta: anche se fai una buona partenza non è detto che tu riesca a mantenere il ritmo. Fortunatamente, una buona fetta della squadra è composta da tassisti, che sono stati fondamentali per farsi aiutare da una buona fetta di pubblico.

Info: www.cdrbiketeam.it
         info@cdrbiketeam.it

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Pattinaggio Artistico: in equilibrio tra l'energia dello sport e la grazia della danza

Da non confondere con il pattinaggio su ghiaccio – più conosciuto grazie alle olimpiadi e alla cassa di risonanza dei programmi televisivi - il pattinaggio artistico su rotelle è questione di equilibri, in tutti i sensi: equilibrio perché pattinare non è una cosa naturale, perché fare quello che fanno le pattinatrici sarebbe difficile anche senza le ruote, ma soprattutto per l'incredibile equilibrio che gli atleti sanno mantenere tra difficoltà tecniche e scarpe pesantissime generando un gesto atletico in incredibile eleganza. Per sapere di più su questo bello sport, che abbiamo ammirato nel Trofeo Artistic Roller, uno degli eventi Mukki Sport che si è svolto a Calenzano domenica 22 maggio, abbiamo intervistato il presidente e il dirigente dell'Artistic Roller Campi Bisenzio – l'associazione organizzatrice del Trofeo – rispettivamente Cheti Guarnieri e Marzia Gonfiantini.

Quanto è diffuso in Toscana il pattinaggio artistico su rotelle?

Il pattinaggio artistico è uno sport molto duro, ma anche bellissimo e da noi in Toscana è praticato da molti appassionati. Come per la danza, piace soprattutto alle ragazze. Quello che dispiace, come capita per diversi sport, è che non sia tanto seguito, soprattutto rispetto al pattinaggio su ghiaccio, a cui viene dato più risalto. Purtroppo, proprio a causa della scarsa visibilità e considerazione del pattinaggio su rotelle - unita al grande sacrificio richiesto a livelli agonistici - per un atleta scegliere questo sport significa seguire una grande passione molto costosa, perché non ci sono possibilità remunerative. Il costo di questo sport è dovuto, oltre ai costumi, al pattino stesso: basti pensare che ogni pavimento prevede uno specifico tipo di ruote, quindi per ogni gara va cambiato il treno ruote.

Qual è la difficoltà più grande per un pattinatore?

Dal punto di vista tecnico, la più grande difficoltà per un pattinatore sono i salti; l'atleta che è in grado di eseguire i tripli Toeloop, gli Axel e le varie tipologie di Trottole - molto spettacolari - può raggiungere livelli molti alti nell'agonismo. Le difficoltà tecniche ovviamente crescono col crescere della categoria. Le difficoltà, poi, si differenziano anche in base alle discipline, e nel pattinaggio ce ne sono 3: obbligatori, libero e solo dance. Gli obbligatori consistono in sequenze di esercizi basati su movimenti precisi; nel libero, invece, si eseguono dei passi, salti e trottole - diversi a seconda della categoria - sulla musica. Infine nella solo dance, più ballata, non ci sono i salti, e riprende i movimenti dei balli da sala. Come per altri sport, poi, anche nel pattinaggio ogni società può scegliere l'ente di promozione sportiva o federazione da seguire, e la scelta determina il tipo di percorso sportivo che seguirà. Nel complesso, comunque, il lavoro di un pattinatore artistico su rotelle è estremamente duro, più del pattinaggio sul ghiaccio, sia perché sul ghiaccio c'è meno attrito sia perché il pattino con rotelle è molto più pesante, quindi i sacrifici dei pattinatori si raddoppiano. Anche per questo si sta spingendo molto per portare il nostro sport alle olimpiadi.

Per vincere Mukki Sport è servito molto gioco di squadra?

Avevamo assoluto bisogno di questo contributo per il nostro sostentamento, così ce l'abbiamo messa tutta, siamo andati anche per strada, nei centri commerciali, al supermercato, perfino a una vendita di vino a chiedere alla gente di votare per il nostro progetto, oltre ad aver usato i social per farci aiutare da tutti, soprattutto dalle squadre di pattinaggio della Toscana. La soddisfazione per avercela fatta quindi è tantissima perché, anche se siamo piccole società, con lo sforzo di tutti siamo riusciti a raggiungere l'obiettivo. Inoltre, l'evento è stato molto bello, una giornata indimenticabile.

Info: asd.artisticroller@libero.it

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Lo skate “lungo” per scorrere sull'asfalto: uno sport spettacolare

Non solo passatempo per ragazzi che amano trascorrere le loro giornate in strada con gli amici, lo skateboard è ormai riconosciuto come uno sport vero e proprio. E i presupposti ci sono tutti: una lunga storia alle spalle con regole scritte sull’asfalto e sulle sbucciature della pelle dei suoi pionieri, allenamenti duri e concentrazione all’ennesima potenza. E guai a confonderli ancora con dei teppistelli: è vero che avere uno skate è uno stile di vita, ma per montare su una tavola bisogna saper fare le giuste manovre, individuare le proprie specialità, scendere in strada e provarci, perché per loro l’importante non è vincere, come ci racconta Simone Sassoli, di Fortezza ASD.

Un evento sportivo nel centro di Bagno a Ripoli: lo sport ha conservato il suo potere aggregante?
Assolutamente sì. Lo sport è sempre un modo per incontrarsi e lo skate, in particolare, è uno sport che - forse più di altri - ci fa condividere la nostra passione. Grazie a questo evento, inoltre, abbiamo avuto occasione di rivedere gli amici che abbiamo in varie parti d’Italia che hanno raggiunto la Toscana proprio in occasione di Fortezza Free Ride.

I puristi dello skate “da strada” come vivono l’ingresso dello skateboard tra gli sport? Lo skateboard, sin dal principio, è stato caratterizzato da un marcato spirito ribelle ma, per avere i giusti spazi in cui allenarsi o gareggiare, è un passaggio obbligato essere riconosciuto come sport vero e proprio, anche se molti appassionati hanno paura che lo spirito originario dello skate si perda. Inoltre, è importante avere la struttura giuridica giusta per dialogare con le istituzioni, per questo abbiamo costituito la nostra associazione. Per noi che facciamo longboard c’è bisogno di strade in discesa inibite al traffico dei mezzi, altrimenti siamo un pericolo per gli altri e per noi stessi, anche perché non abbiamo né freni né luci. Noi ci alleniamo principalmente in strade chiuse o in zone industriali, fuori dai centri abitati.

Qual è stata la risposta della città?
Abbiamo fatto vedere che lo skate non è solo divertimento, ma anche una disciplina sportiva vera e propria che implica allenamento, serietà e impegno, tutti attributi che non sempre si usano quando si pensa agli skaters. Con questo evento, quindi, abbiamo avuto anche l’occasione di far conoscere a tutti il nostro sport e i nostri valori. E il pubblico presente ha reagito positivamente, apprezzando sia l’aspetto sportivo, sia quello spettacolare.

Vincere Mukki Sport è stato difficile come imparare a fare un trick?
È stata un’impresa complessa perché molti skaters ci hanno votato sulla fiducia, soprattutto gli amici di amici che ci hanno sostenuto da ogni parte del mondo. Per noi la vera sfida è stata confrontarci con eventi di sport molto più noti del nostro e per questo siamo fieri di avercela fatta. Quello che ha veramente funzionato è lo spirito di aggregazione che c’è tra gli skaters.

Info: fortezzacrew@gmail.com 
         www.fortezzasd.it

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Lo skate “lungo” per scorrere sull'asfalto: uno sport spettacolare

Il nuoto: lo sport perfetto in cui sfidare se stessi

Nuotiamo sin dalle primissime settimane di vita, quando siamo ancora nella pancia della mamma; forse è per questo che il nuoto è uno degli sport più praticati. Erano, infatti, oltre 600 gli atleti che si sono sfidati a suon di bracciate sabato 30 aprile e domenica 1 maggio 2016 alla Piscina Comunale di Bellariva a Firenze nel 4° Meeting di Primavera, il terzo – in ordine di tempo – dei 10 eventi vincitori di Mukki Sport. Di questo evento e della bellezza del nuoto abbiamo parlato con Luciano Cacciatore, Presidente del Florentia Nuoto Club.

Perché il nuoto è lo sport più diffuso in Toscana?
Il nuoto è senza dubbio uno sport molto educativo, in quanto rende i ragazzi forti sia dal punto di vista fisico sia mentale. Basti pensare che i nostri atleti si allenano tutti i giorni, due ore al giorno, impegnandosi in un'attività sportiva in cui si è fondamentalmente da soli. Anche se l'individualità è la prerogativa di questo sport, i ragazzi fanno comunque squadra tra loro e in occasione delle gare si forma un grande gruppo, molto affiatato. Quello che manca è il pubblico, in quanto il nuoto non è molto seguito (forse perché manca la palla...). Al di là dell'aspetto agonistico, credo sia comunque importante saper nuotare, anche per una questione di sicurezza.

La Florentia Nuoto Club è una grande realtà fiorentina. Nel vostro vivaio ci sono delle promesse del nuoto?
Il vivaio del Florentia Nuoto Club viene coltivato da altre società fiorentine con cui siamo gemellati: si tratta della Nuotoclub Firenze, Firenze Pallanuoto, Aquatica e Rari Nantes che si occupano della formazione degli esordienti fino ai 10 anni.
Quando questi ragazzi accedono alla categoria superiore, vengono indirizzati al Florentia Nuoto Club; lo scorso anno, ad esempio, la Rari Nantes Florentia ci ha passato oltre 100 atleti. Noi ci occupiamo dei ragazzi appartenenti alle categorie juniores, cadetti, senior, un'attività che costa molto perché i ragazzi partecipano a diverse gare in varie località, in regione, ma anche oltre. In questi giorni, infatti, siamo in partenza per Ravenna per un torneo, e alcuni dei nostri ragazzi parteciperanno prossimamente al Campionato 7 Colli che riunisce a Roma i migliori nuotatori italiani; tutti questi impegni agonistici comportano ovviamente ingenti costi di viaggio e alloggio.
In occasione dei campionati italiani assoluti hanno gareggiato alcuni dei nostri atleti: Paola Biagioli, Matteo Restivo, Lorenzo Zazzeri, Eleonora Trentin e Lorenzo Calami. La nostra grande promessa è però Filippo Megli, che quest'anno si è posizionato - con un buon tempo - al 4° posto negli assoluti di Riccione, ottenendo così il pass per partecipare agli europei di Londra in maggio in cui gareggerà nella staffetta 4x200 stile libero. Incrociamo le dita, ma Filippo ha già buone probabilità di gareggiare anche alle Olimpiadi di Rio.

I vostri ragazzi hanno vinto molte prove. Mukki Sport è stata la più difficile?
Mukki Sport è stata senz'altro una delle prove più difficili perché non immaginavamo che ci sarebbero voluti così tanti voti per rientrare tra i primi 10 progetti. Vincere è stato difficile anche perché i ragazzi non credevano ce l'avremmo fatta, ma si sono dati tutti da fare al massimo. Voglio ringraziare anche i genitori dei ragazzi che supportano la nostra società aiutandoci nella realizzazione di tutte le nostre iniziative.

Info: www.florentianuotoclub.it/
         facebook.com/Florentianuotoclub-123808224322048/

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Il nuoto: lo sport perfetto in cui sfidare se stessi

Sportività n. 36 destro

L'atmosfera è quella tesa di una importante finale di badminton, quella che porta alle prossime Olimpiadi di Rio

La forte tedesca Karin Schnaase è in vantaggio sull'ungherese Laura Sarosi ma, improvvisamente, Karin rompe la sua scarpa: nel badminton non è possibile interrompere per nessun motivo e, lasciare il campo per tornare negli spogliatoi a prendere un paio di scarpe di ricambio, porta alla sconfitta a tavolino. 

Un'occasione unica, per Laura, di vincere l'invito alle Olimpiadi, ma certamente senza merito sportivo; ma un'occasione altrettanto unica per mettere in mostra il valore del fair play: Laura cerca nella sua borsa, prende le sue scarpette di ricambio e le offre a Karin che, per fortuna, ha il suo stesso numero di piede; la tedesca ringrazia di cuore e accetta.

La partita può quindi riprendere regolarmente: Karin, più forte dell'avversaria, vince il match, ma l'apprezzamento del pubblico e della stampa (e il nostro naturalmente), sono tutte per Laura. 

E alla fine, ci sono due vincitrici nella stessa sfida: complimenti a tutte e due!

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Sportività n. 36 destro

A Siena a caccia di rioni: un evento di orienteering a spasso per una delle città più antiche del mondo

Quando si nomina la parola “rione” associata a Siena viene subito in mente il “Palio” anche se, in quel caso, più di rioni si parla di “contrade”. Ed è inutile ribadire che a Siena essere di una contrada piuttosto che un'altra è una cosa seria: è un vero e proprio “credo”, un marchio che una persona porta con sé per tutta la vita. Lo sport, però, è prima di tutto allegria e divertimento; per questo, la ASD Primo Salto ha fatto diventare i rioni di Siena il teatro di un evento sportivo per animare quei vicoli ricchi di storia con tanti bambini festosi. Di questo, ma anche altro, ci ha parlato Claudio Doretti, presidente dell'Associazione che ha organizzato “Caccia al Rione giocando per le vie del centro storico di Siena”, uno dei 10 eventi vincitori di Mukki Sport.

Siena e i rioni protagonisti di una “caccia” particolare...
Nel realizzare questo evento, la volontà è stata quella di non coinvolgere il mondo del palio, perché volevamo che la “Caccia al Rione” appartenesse a tutti i bambini, indipendentemente dalla contrada di appartenenza, rivolgendosi in maniera univoca ai futuri cittadini di Siena, facendo vivere loro in maniera attiva e non passiva la città, visto che ci sono tante cose belle da vedere. Attualmente, i bambini visitano il centro di Siena solo insieme ai genitori, quindi sempre in maniera passiva; il nostro obiettivo è stato stimolarli ad ambientarsi autonomamente, alzando il naso, leggendo le strade. Anni fa, i bambini vivevano Siena e il suo centro storico in autonomia, oggi, invece, stanno a testa bassa e speriamo di avergli fatto capire l'importanza di stare vigili per guardare cosa succede loro intorno, così come si fa quando si esce a caccia. Oltre a un momento di divertimento, con questo evento i bambini hanno potuto mettere in pratica un esercizio scolastico, orientandosi leggendo una mappa; inoltre, dovendo rispondere a delle domande sulla città, hanno potuto scoprire anche degli aspetti di Siena che prima probabilmente ignoravano. L'evento, poi, è riuscito a coinvolgere anche i bambini più piccoli che, invece, sono andati con i genitori alla ricerca di vari oggetti lungo il percorso.

Di cosa si occupa la vostra associazione, ASD Primo Salto?
La nostra associazione svolge attività di educazione motoria per bambini, con corsi di pallavolo, pallacanestro, calcio e basetball. Inoltre, facciamo moltissime attività gratuite al di fuori della palestra, come giornate alla riscoperta dei giochi tradizionali. Nel caso di “Caccia al Rione” abbiamo voluto far muovere ai bambini i primi passi nell'orienteering, riadattandolo sotto forma ludica; nella realtà è uno sport altamente professionale indicato per adulti e non per bambini, per questo motivo abbiamo avuto il supporto del CAI.

Chi volete ringraziare per aver vinto Mukki Sport?
L'evento è andato davvero bene, con una bella affluenza: alla partenza avevamo oltre 300 persone e all'arrivo circa 400, con tante che si sono aggiunte per far giocare i bambini all'aria aperta dopo la caccia; e si sono divertiti proprio tutti, grandi e piccini. Riuscire ad aggiudicarci il contributo della Mukki per noi è stata una bella sfida, perché partivamo con un grosso handicap, dal momento che i nostri atleti, essendo bambini, non votano su facebook e non hanno quindi potuto coinvolgere i loro amici e compagni. Io vorrei ringraziare le persone che ci hanno sostenuto da tutta Italia, perché hanno creduto in un gioco senza vinti o vincitori e senza medaglie, in un evento in cui lo sport è prima di tutto divertimento. Il sostegno maggiore lo abbiamo avuto da persone non del posto che hanno creduto nella nostra filosofia, al di là della competizione fine a se stessa, ma con l'obiettivo di riscoprire l'importanza del rapporto bambino-famiglia e del valore del gruppo per i bambini. La più grande soddisfazione è stata che, all'arrivo, nessun bambino ha chiesto “chi ha vinto?”.

Info: www.primosalto.blogspot.com
      facebook.com/Primo-Salto-012-168236236557409/

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A Siena a caccia di rioni: un evento di orienteering a spasso per una delle città più antiche del mondo

La Danzaterapia: la danza del corpo e dell'anima dall'Argentina alla Toscana

Il primo evento, in ordine di tempo, tra i 10 vincitori di Mukki Sport, ci ha portati sul legno scricchiolante di una scuola di danza, alla scoperta di una forma di sport che fa bene – in egual misura – al corpo e alla mente. Il Seminario di Danzaterapia Metodo Maria Fux si è svolto tra Scandicci e Pistoia venerdì 4, sabato 5 e domenica 6 marzo, ed è stato organizzato da Barbara TurchiSilvia Santagata dell'Associazione "La Ruota delle Arti"; ne abbiamo parlato con Barbara Turchi che, oltre a essere formatrice e docente del metodo Fux in Toscana e in Italia, è anche il presidente dell'Associazione.

Cosa rende questo seminario così eccezionale?
La docente è Maria José Vexenat che lavora da quando aveva 10 anni con la coreografa argentina Maria Fux, creatrice di questa metodologia, che l'ha resa famosa nel mondo. Maria José è il suo braccio destro ed è tra i protagonisti di "Dancing with Maria", il documentario sull'affascinante personaggio di Maria Fux. La nostra associazione fa parte di una rete che si sta creando tra alcune scuole di Danzaterapia In Italia; insieme a "Il Centro Risvegli" di Milano e "Musicartemozioni" di Catania; la collaborazione con Maria José è quindi il nodo fondamentale per il rafforzarsi di questa rete, visto che è il trait d'union con Maria Fux.

Un duro lavoro social. Qual è stata la vostra "tattica vincente"?
Abbiamo messo in campo tutte le risorse, contattando personalmente i nostri amici italiani e argentini che si sono sentiti parte di questo progetto coinvolgendo, a loro volta, anche i loro amici. Inoltre, siamo riusciti a dare alle persone un motivo in più per votarci perché, grazie al contributo Mukki, abbiamo potuto ampliare il progetto originario, assegnando borse di studio a chi non aveva i fondi necessari per parteciare al seminario e a far vivere questa esperienza anche ai ragazzi della scuola media "Walter Iozzelli" di Monsummano che, con i loro voti e il loro sostegno, hanno dato un contribuito concreto alla vittoria. Con la scuola media Iozzelli, la nostra associazione porta avanti un laboratorio di danzacreativa durante l'anno e, grazie a Mukki, anche loro faranno lezione con Maria Josè; in particolare, lavorerano sulle parole "coraggio" e "verità", punti di partenza di una rappresentazione teatrale che si svolgerà a maggio, con il quale la scuola parteciperà a un progetto del MIUR.

L'Accademia di Danza "Città di Scandicci" e "Fabula – Centro per la danza e il movimento" di Pistoia ospitano il vostro seminario. Come vi siete integrate con queste realtà?
L'Accademia di Scandicci – diretta da Elisa Colavita - ha una storia trentennale alle spalle e si dedica alla divulgazione della danza in tutte le sue forme. Da quest'anno, l'Accademia collabora con la nostra associazione, con l'attivazione di un corso di danza creativa "metodo Fux". Questo seminario, in particolare, è stato realizzato in collaborazione con Ilaria Draghi, una delle docenti dell'Accademia. Il Centro "Fabula", invece, è un centro di danza contemporanea in cui svolge la formazione di danzaterapia metodo Fux e che ospita anche laboratori di danza contemporanea metodo Laban, oltre a Pilates e altre discipline.

Info:   http://www.laruotadellearti.org/
        http://www.danzaterapiamariafux.it/
        http://www.danzascandicci.com/
        http://www.fabuladanza.it/
        infodanzafux@gmail.com

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La Danzaterapia: la danza del corpo e dell'anima dall'Argentina alla Toscana

Se avete una passione, niente è impossibile

Quando avete una vera passione, anche nello sport, le difficoltà sono quelle che vi trasformano da uno sportivo - che è già una cosa bella - ad un eroe da imitare e prendere come esempio di dedizione, impegno e forza di volontà.

Giocare a ping pong con un grave handicap? L'egiziano Ibrahim Hamato ci racconta come questo sia possibile.

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Se avete una passione, niente è impossibile

Felicità è un dischetto di gomma

Un giovane tifoso dei Montreal Canadiens conquista l'ambito "puck".
Ed è subito una gioia vera, tutta da applaudire!

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Felicità è un dischetto di gomma

Un canestro all'ultimo secondo

A due secondi dal termine, il piccolo nr. 4 del Wajiro Higashi, una squadra di mini basket della provincia del Fukuoka, segna il canestro vincente e si scatena la gioia

La tiratissima sfida contro il Momochi, che avevano sopravanzato gli avversari di un punto grazie a un tiro libero a due secondi dalla fine, era ormai agli sgoccioli, ma nel basket non è mai detta l'ultima parola. 

Una volta ripresa la palla, il giovanissimo cestista non esita a provare dalla lunga distanza, circa 25 metri, con straordinaria forza, precisione e intenzione. 

Il risultato? Un risultato ribaltato grazie alla passione e all'intensità che rendono sempre bellissimo lo sport!

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Un canestro all'ultimo secondo

Nuove lezioni di sportività dal rugby

Invadere il campo e vincere una medaglia d'oro? Non è cosa di tutti i giorni. 

Ma è quello che è successo ad un giovanissimo tifoso degli All Blacks, corso in campo a festeggiare i vincitori della Coppa del Mondo 2015. 

Naturalmente, tutto questo non si potrebbe fare e, infatti, il ragazzino è stato brutalmente placcato dagli addetti alla sicurezza proprio in mezzo ai giocatori, come Sonny Bill Williams, che ha quindi regalato al piccolo emozionatissimo tifoso la propria medaglia per rincuorarlo, ma anche per dimostrare che, in certe occasioni speciali, un eccesso di entusiasmo può essere vincente.

Davvero un bel gesto, quello di Sonny Bill Williams, che la Federazione Mondiale del Rugby ha deciso di sottolineare assegnandogli una nuova medaglia d'oro.

ph: La Gazzetta dallo Sport

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Nuove lezioni di sportività dal rugby

Il Fair Play vince anche quando... arriva dietro

Forare a poche decine di metri dal traguardo? 

Qualche volta, davvero, non si merita tanta sfortuna. Così è successo ad una gara di ciclocross in Spagna, quando Ismael Esteban, per tutto il percorso in testa, ha bucato una ruota in vista del traguardo ed è stato costretto a proseguire di corsa, con la bici in spalle. 

E se due ciclisti lo hanno superato, il terzo, Augustin Navarro, ha pensato bene di rallentare, stargli dietro e concedere all'avversario la possibilità di prendere almeno il terzo posto: «Credo che Esteban meritasse di salire sul podio. Mi è stato superiore per tutta la gara» 

Secondo voi, chi è il vincitore morale?

ph: Deporte Astur
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Il Fair Play vince anche quando... arriva dietro

Skeet: una finale senza errori

Gabriele Rossetti, da Borgo a Buggiano, è il nuovo campione mondiale di tiro a volo - skeet. L'atleta Fiamma Oro, appena ventenne e dunque con tutta una carriera sportiva davanti, ha battuto il pluricampione olimpico Vincent Hancock, (oro a Pechino 2008 e Londra 2012) che nella finale di Cipro si è dovuto accontentare del secondo gradino del podio. 

Gabriele, con uno straordinario risultato di 16 centri su 16, si è quindi aggiudicata l'ambita coppa di cristallo: "Volevo fare il medal match con Hancock. Me lo ero prefissato dal Mondiale di Lonato. Quando ho centrato l'obiettivo mi sono detto: adesso mi diverto, vediamo se riesco a battere il più forte. Per mia fortuna è andata proprio così". 

Complimenti, Gabriele, e grazie da parte di tutti gli sportivi della Toscana!

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Skeet: una finale senza errori

Dieci chilometri di gloria a nuoto

La nuotatrice fiorentina Rachele Bruni ha conquistato la Coppa del Mondo di nuoto sulla distanza olimpica dei 10 km ed è la prima atleta italiana a vincere l'ambito trofeo di cristallo.

«Sono felicissima per la vittoria. Essere la prima italiana a conquistare questo prestigioso trofeo è motivo di orgoglio. È stato un successo costruito durante la scorsa stagione che mi dà entusiasmo per ripartire in vista delle Olimpiadi di Rio. Desidero ringraziare la Fin e l'Esercito».

Complimenti, Rachele, e nbsp;in bocca al lupo per il Brasile!

ph. Gazzetta dello Sport

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Dieci chilometri di gloria a nuoto

Lo sport unisce le culture

È la finale dell'Australia's National Rugby League, vinta dai North Queensland Cowboys, e il co-capitano Johnathan Thurston, di origine aborigena, festeggia la vittoria insieme alla figlia Frankie. 

Una scena bellissima ed emozionante, che ha colpito gli australiani e tutto il mondo degli sportivi anche per la bambola di colore in braccio a Frankie; un piccolo e delicato gesto di amore fra etnie che sottolinea un cambiamento forte anche in uno sport che, in Australia, è stato considerato razzista verso gli aborigeni. 

E il fatto che anche il capitano della squadra avversaria fosse un aborigeno è un altro bel segno di integrazione attraverso lo sport.

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Lo sport unisce le culture

Un ciclista toscano sbaraglia la Vuelta de España

Kristian Sbaragli da Empoli, classe 1990, ha vinto la decima tappa della Vuelta de España 2015. Il ciclista delle MTN Qhubeka vince in volata la tappa Valencia-Castellon di 146,6 km, battendo allo sprint il tedesco Degenkolb e lo spagnolo Rojas.

Il ciclista toscano ha dedicato la vittoria all'Africa: "Finalmente ce l'ho fatta. È una vittoria per il team e per tutta l'Africa. Ho fatto fatica per essere lì davanti. Oggi ho detto: Adesso o mai più!"

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Un ciclista toscano sbaraglia la Vuelta de España

Al Mukki Day 2015 ci sarà anche lo sport!

Domenica 6 settembre, torna il Mukki Day 2015 per una giornata all'insegna del divertimento più fresco e genuino! 

Tutte le novità da assaggiare al Mukki Bar, spettacoli e divertimento, laboratori creativi e di cucina per tutti, la visita agli stabilimenti e anche la possibilità di mungere una vera mucca della fattoria Mukki! 

E se il latte vi riempie di energie, potete scatenarvi nei gonfiabili, nel calcio balilla umano, nel gioco goal, ballare e giocare con gli animatori. 

Infine, sul palco Mukki Show, saliranno gli YoYo Maniacs, campioni pluripremiati dallo yoyo, e alcuni favolosi ballerini di break dance.

Insomma: MUUUUOvetevi! Vi aspettiamo!

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Al Mukki Day 2015 ci sarà anche lo sport!

Piccoli grandi eroi dello sport

Non è forte chi non cade, ma chi cade e si rialza. Ma anche in questo, ci sono persone che, per il loro coraggio e il loro impegno, meritano ancora di più tutto il nostro sostegno, come questo giovanissimo atleta sofferente di paralisi cerebrale. Forza Bailey!

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Piccoli grandi eroi dello sport

Alimentazione, sport e benessere secondo il Ministero della Salute

Il Ministero della Salute ha colto l'occasione giusta per parlare di corretta alimentazione associata ad una corretta attività sportiva; e l'occasione giusta è ancora l'Expo di Milano, dove il Ministero della Salute ha realizzato un programma molto interessante; volete saperne di più? Ci sono anche un sacco di opuscoli da scaricare nel sito del ministero!

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Alimentazione, sport e benessere secondo il Ministero della Salute

Latte e derivati all'Expo di Milano

Dove si parla di buon latte? Ma naturalmente all'EXPO di Milano, grazie alla Rai e a Linea Verde.

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Latte e derivati all'Expo di Milano

L'inno... hic!.. nazionale

Cantare l'inno nazionale prima di una partita? È sempre un momento importante e carico di emozione, soprattutto per un bambino di 7 anni. 

Così, per il giovanissimo Ethan Hall, deve essere stato piuttosto imbarazzante intonare l'inno interrotto da un fastidioso e sonoro "sing"hiozzo

Eppure, con straordinaria professionalità e con tutto il nostro affetto, porta avanti la sua performance fino alla fine e raccoglie i meritatissimi applausi finali.

Vogliamo solo aggiungere un consiglio per superare il singhiozzo: un buon bicchiere di latte bevuto a dieci piccoli sorsi!

ph: Good Morning Britain/Express&Star

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L'inno... hic!.. nazionale

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