Deriva dal basket ma è molto di più. Lo sport del baskin è nato dodici anni fa per permettere a normodotati e disabili di entrambi i sessi di giocare insieme. Ha molte più regole, utilizza palle da basket ma anche di diverso peso e dimensioni, prevede più canestri a diverse altezze e ogni giocatore ha un ruolo ben definito. Il baskin è nato a Cremona 12 anni fa e insegna l'inclusione, l'integrazione, l'importanza del gioco di squadra. C'è un territorio, in Toscana, dove si è diffuso più di tutti, ed è la provincia di Lucca. A raccontarci i motivi di questa diffusione è Elisa Lami, allenatrice della società Nuovo Basket Altopascio per la squadra Panda Baskin Altopascio, una delle associazioni rientrata tra i 10 vincitori di Mukki Sport Deriva dal basket ma è molto di più. Lo sport del baskin è nato dodici anni fa per permettere a normodotati e disabili di giocare insieme. Ha molte più regole, utilizza palle da basket ma anche di diverso peso e dimensioni, prevede più canestri a diverse altezze e ogni giocatore ha un ruolo ben definito. Il baskin è nato a Cremona 12 anni fa e insegna l'inclusione, l'integrazione, l'importanza del gioco di squadra. C'è un territorio, in Toscana, dove si è diffuso più di tutti, ed è la provincia di Lucca. A raccontarci i motivi di questa diffusione è Elisa Lami, allenatrice della società Nuovo Basket Altopascio per la squadra Panda Baskin Altopascio, una delleassociazioni rientrata tra i 10 vincitori di Mukki Sport 2017/2018 con l'evento PrimoTrofeo Mukki Sport di Baskin.

Come nasce il legame tra il vostro territorio e questo sport?

Ci sono stati due istruttori di basket che cinque anni fa hanno visto il baskin a un torneo e l'hanno portato a Porcari, un paesino vicino Lucca. Da quel momento in tanti ci siamo incuriositi per questo nuovo sport e, piano piano, sono nate nuove società nei comuni vicini. Poi è nata Pistoia, Montespertoli, Siena e la speranza è che si allarghi a tutta la Toscana. Anche da Pisa abbiamo avuto contatti e un loro interessamento. In Toscana oggi ci sono 8 società di baskin con oltre duecento giocatori. Siamo molto soddisfatti perché è uno sport meraviglioso che crea dei nuclei aggregativi importanti. Sia le famiglie dei normodotati che quelle dei disabili partecipano molto ai tornei e sono entusiasti”.

Come si approcciano a questo sport i normodatati e i disabili?

“Sicuramente in modo diverso anche se per entrambi quello che conta è fare canestro! Un aspetto centrale di questo sport è infatti l'agonismo, soprattutto da parte dei disabili: è il loro momento del riscatto perché possono vivere un'esperienza normale, uguale a tutti gli altri. Per essere in squadra non ci sono limiti di patologie, l'importante è che i ragazzi riescano a tenere la palla e a interagire con la squadra. L'unico limite è l'età: si può giocare dai quattordici anni in su. Per i più piccoli c'è il mini baskin che in Toscana partirà dal prossimo anno, viste le molte richieste che abbiamo. Invece i normodotati arrivano al baskin per caso, per passaparola o perché ci gioca un loro amico. Spesso sono giocatori di basket che praticano entrambi gli sport o ex giocatori. Alcuni all'inizio fanno fatica e non sanno come rapportarsi con i loro compagni di squadra disabili ma, nel giro di qualche mese, si integrano benissimo e non se ne vanno più perché capiscono quanto questo sport li arricchisca”.

Qual è la stata la vostra carta vincente per risultare tra i vincitori di Mukki Sport?

“Abbiamo vinto grazie allo spirito di squadra del baskin. Ci speravamo ma non ci aspettavamo di vincere, anche perché all'inizio eravamo partiti bene nelle votazioni ma l'ultima sera stavamo per uscire dai 10 vincitori, ce l'abbiamo fatta per un soffio. Abbiamo chiesto l'aiuto a tante squadre di tutta Italia: è stata dura ma è stata una bella vittoria!

Info: www.altopasciobasket.it/baskin/
e-mail info@altopasciobasket.it
www.facebook.com/pandabaskinaltopascio