Condurre uno stile di vita sana per avere cura degli organi ricevuti. E' questa la filosofia della Nazionale Italiana Calcio trapiantati, l'associazione rientrata tra i 10 vincitori di Mukki Sport 2017/2018 con l'evento In campo per la vita – 2° Memorial Paolo Ciarfella che ha visto la squadra di trapiantati sfidare in un triangolare di calcio la squadra Gs Le Melorie e le Vecchie Glorie della Fiorentina. Ne abbiamo parlato con Katy Russo, presidente dell'associazione.

Questa è la seconda edizione dell'evento, come è nato?

“E' un evento che coniuga sport e solidarietà ed è nato due anni fa per onorare la memoria di mio marito Paolo Ciarfella, fondatore dell'associazione che esiste dal 2010 con l'obiettivo  di divulgare la cultura della donazione degli organi. Il nostro motto è 'trapianto è vivere'. Mio marito aveva ricevuto un trapianto di midollo osseo perché era malato di leucemia. E' morto nel 2016 ma è sempre stato un combattente. Era presidente dell'associazione e capitano della squadra di calcio. Dopo la sua scomparsa, per suo volere, ho preso io le redini dell'associazione. Con la nostra squadra di calcio, composta da tutti ragazzi trapiantati, andiamo in giro per l'Italia a organizzare manifestazioni calcistiche. Per far capire a tutti che, anche dopo un trapianto, si può fare una vita normale e tornare a giocare a calcio. Facciamo anche dei percorsi nelle scuole per sensibilizzare alla donazione di sangue e di organi”. 

Quanti associati avete? 

“L'associazione ha più di cinquanta associati, dislocati in tutta Italia. Ci riuniamo per andare a giocare nelle manifestazioni. Qui in Toscana ci sono dieci trapiantati. In Italia esistono altre associazioni come la nostra ma la Nazionale Calcio Trapiantati ha avuto un riconoscimento ufficiale dall'Aics (Associazione Italiana Cultura e Sport) come nazionale calcio trapiantati ufficiale per rappresentare l'Italia sia a livello nazionale che internazionale ”. 

Che significa per un trapiantato tornare a giocare a calcio? Che accortezze deve avere? 

“I trapiantati devono avere uno stile di vita sano per vivere a lungo e bene. Non solo per la propria salute, ma anche come ringraziamento per chi ha donato l'organo, bisogna avere cura e rispetto degli organi che ci sono stati donati. Per il resto fanno una vita normale, anche se molti prendono gli immunosoppressori per evitare il rigetto. Ci sono tanti ragazzi che praticano sport, non solo calcio ma atletica, ciclismo o nuoto, anche a livello agonistico. Per gli sport individuali non c'è nessun limite perché non esiste il contatto. Per gli sport da contatto invece, come il calcio o il basket, che sono ritenuti più pericolosi a causa del possibile rischio incidenti, il medico è più restio a rilasciare certificati per svolgere attività agonistica. Noi come associazione non condividiamo questa limitazione e ci stiamo battendo perché venga superata. Esiste una federazione internazionale, la World Transplant Games Federation (WTGF), di cui faccio parte, che organizza i Giochi mondiali per trapiantati. Si svolgono ogni due anni e l'ultima edizione si è svolta nel 2017 a Malaga ma non comprende né il calcio né il basket, finora esclusi perché considerati giochi pericolosi da contatto. In quell'occasione ho fatto una petizione per ottenere l'inclusione del calcio. La mia richiesta è stata accolta perciò, in futuro vicino, anche il calcio sarà una disciplina dei Giochi Mondiali. E' una grandissima vittoria!".

Qual è la stata la vostra carta vincente per risultare tra i vincitori di Mukki Sport?

“Ci abbiamo creduto, abbiamo contattato tutte le nostre conoscenze in tutta Italia, ci speravamo ma fino alle fine non eravamo sicuri. E' stata una bella lotta, siamo stati in testa per un bel po', poi siamo arrivati settimi, ma va bene così”.

Info: http://www.nazionaletrapiantati.it
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