Hai vinto otto titoli mondiali consecutivi nel Solo ai Mondiali di Disco Dance (dal 2006 al 2013). Come ci si sente a essere il numero uno al mondo in questa disciplina?

Sinceramente non ci ho mai pensato; quando gareggiavo, ballavo e mi divertivo, a me bastava questo. Non mi sono mai prefissato di vincere, ma ho sempre e solo ballato per il piacere di farlo; poi i risultati sono sempre bene accetti, ovviamente, soprattutto quando dietro ci sono moltissimi sacrifici.

Toscano d.o.c., i tuoi maestri sono per la maggior parte della tua regione. Per cosa in particolare senti di dover dire loro “grazie”?

I miei maestri per prima cosa mi hanno trasmesso il senso del ritmo della musica, aspetto fondamentale per un ballerino che va insegnato sin da subito, ma che è anche la cosa più difficile da imparare. Voglio però ringraziarli soprattutto per il sostegno che mi hanno dato durante la mia carriera. Quando sei in gara, con la tensione al massimo, può capitare che il tuo corpo non risponda come dovrebbe; in queste situazioni loro mi hanno sempre sostenuto, soprattutto quando ero giù di morale. Mi sento di dire grazie a tutti loro: ognuno, in maniera diversa, mi ha lasciato qualcosa del proprio stile; la mia carriera è frutto delle varie esperienze che ho accumulato negli anni.

Da ballare a insegnare. Com'è stato questo passaggio?

Nel 2014 ho interrotto l'attività agonistica. Quando smette di gareggiare a livello agonistico, il ballerino ha una fase di vuoto per il dispiacere di lasciare la sua disciplina a cui ha dato l'anima e deve iniziare a concentrarsi su nuovi obiettivi. Con l'insegnamento, il ballerino cambia la sua prospettiva e il suo rapporto con il ballo; deve adattarsi a un nuovo modo di lavorare, smettendo di concentrarsi solo su se stesso e iniziando a immedesimarsi nelle capacità fisiche dei propri allievi per valorizzare al meglio le potenzialità di ognuno di loro. Come insegnante mi ritengo soddisfatto; vengo chiamato a insegnare in tutto i mondo: Danimarca, Norvegia, Finlandia, Russia, Bielorussia, Svezia.

E l'approdo a Ballando con le Stelle?

Sono stato ospite a Ballando con le Stelle insieme alla mia partner storica (Sharon Bettarini, n.d.r.) portando in tv la danza Apache. È stata davvero una bellissima esperienza: in tv sembra di entrare in un mondo a parte, in cui tutti si conoscono e ti ritrovi a camminare tra le star che puoi conoscere per quello che sono, senza il filtro della telecamera. Milly Carlucci, poi, è stata un'autentica rivelazione: è proprio come si vede in tv, una persona molto gentile che però riesce sempre a mantenere il suo ruolo di leader; una tipa bella tosta che fa valere la sua opinione perché ha tutte le competenze e l'esperienza per farlo. Una volta mi feci male e pensavo di essermi rotto qualcosa e lei si è messa subito a disposizione per aiutarmi a risolvere il problema; insomma, una vera signora.

I campioni nascono prima di tutto a tavola. Parlaci della tua alimentazione.

Non posso dire di aver mai seguito un vero e proprio regime alimentare, ma semplicemente seguo la nostra dieta mediterranea anche perché con il mio sport brucio moltissime calorie e quindi non ho mai avvertito l'esigenza di modificare le mie abitudini alimentari. Semplicemente non eccedo con nessun cibo in particolare e ho eliminato il sale e lo zucchero dai miei pasti; in questo modo sento il vero sapore degli alimenti.

Il latte viene considerato da moltissimi medici e nutrizionisti un alimento perfetto per chi pratica sport. A te piace?

Senza latte io non potrei assolutamente vivere: ne assumo molto e adoro anche tutti i suoi derivati. È uno degli alimenti principe della mia alimentazione. Non sapevo fosse consigliato per gli sportivi; ora so quindi di aver fatto sempre bene a sceglierlo.