E' uno sport recente, arrivato in Italia solo da settant'anni. L'orienteering o orientamento combina la corsa all'esplorazione e si svolge all'aperto. Nato come “sport dei boschi” oggi si svolge anche nei centri abitati e consiste in una gara su percorso predefinito contrassegnato da punti di controllo chiamati “lanterne”. Chi gareggia, con l'aiuto di una mappa e una bussola, deve trovare tutte le lanterne e marcarle (con una punzonatrice o un chip) nel minor tempo possibile. A Pistoia questo sport è poco conosciuto ma, a colmare questa lacuna, ci ha pensato l'associazione Baobab, organizzatrice dell'evento “Pistoia Challenge”, tra i dieci vincitori di Mukki Sport 2017-2018. Abbiamo approfondito l'argomento con Mattia Bottacci, presidente dell'associazione. 

Come spiegherebbe l'orientamento a chi non lo conosce? 

“E' uno sport che che si rivolge a tutti, a chi ha voglia di fare movimento e allo stesso tempo conoscere posti e luoghi nuovi: è una sorta di caccia al tesoro molto malleabile perché si può fare dappertutto, dà la possibilità di fare movimento anche a chi non è allenato. Non ha bisogno di attrezzatura ed è perciò molto economico”. 

Come vi è venuta l'idea di fare un evento di orientamento a Pistoia?

“Ci è venuta l'anno scorso, quando abbiamo organizzato la prima edizione dell'evento. Pistoia era capitale della cultura e abbiamo unito l'esigenza di far conoscere meglio le bellezze culturali della città alla nostra volontà di proporre un evento di sport per tutti. Non essendo però molto conosciuto, abbiamo deciso di fare una versione un po' semplificata”. 

Ce la spieghi meglio. 

“Abbiamo ideato una gara a tempo di tre ore da fare di corsa  o in bici: ai partecipanti abbiamo consegnato un libretto con varie prove da svolgere in diversi punti della città. Alla fine della sfida vinceva chi riportava prima in libretto all'arrivo con tutti gli obiettivi portati a termine. Le prove consistevano nel trovare e prendere dei birilli posizionati in molti punti della città e nel riprodurre delle foto a monumenti storici di Pistoia. I partecipanti dovevano riconoscere dai dettagli di che monumento o punto della città si trattava e rifare la foto uguale, usando la stessa angolazione. Una volta fatta la foto con il cellulare, veniva mandata in diretta con Telegram al giudice della squadra, che era in sede e verificava l'esattezza della foto. Un'altra prova curiosa era trovare un ragazzo con un costume da l'orso (simbolo di Pistoia) e condividerne la posizione sempre via Telegram. E' stato bello perché l'evento si è svolto in centro, nella zona pedonale e i partecipanti hanno interagito anche con i turisti e i commercianti”.

Siete rimasti soddisfatti di come è andata?

“Molto, per noi che siamo una piccola realtà è stato un successo. La nostra è una associazione che realizza progetti educativi per gli adolescenti in un quartiere difficile di Pistoia. L'evento è stato ideato per realizzare una raccolta fondi che ci consenta la costruzione degli spogliatoi al nostro centro sportivo”. 

Qual è la stata la vostra carta vincente per risultare tra i vincitori di Mukki Sport? 

“Eravamo alla ricerca di fondi e, con lo stimolo di Mukki Sport, abbiamo deciso di organizzare l'evento. Abbiamo vinto perché Pistoia ci sta volendo bene, siamo conosciuti in città e tanti ci hanno aiutato. Eravamo in dubbio fino alla fine, è stata una bella sorpresa: abbiamo atteso fino a mezzanotte, ma alla fine eravamo fiduciosi”.


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