Quanto bisogna conoscere lo sport per poterlo fotografare al meglio?

Indubbiamente, la conoscenza dello sport che ci apprestiamo a fotografare aiuta molto, ma non è tassativamente indispensabile conoscerne tutte le regole. Però, conoscerle bene, ci permette di essere pronti e cercare di anticipare il gesto atletico per cogliere l’attimo di maggior interesse e rendere uno scatto accattivante e comunicativo.

Qual è lo sport che, più di tutti, ti piace fotografare?

Francamente non c’è uno sport in particolare. Tutto lo sport ha il suo fascino da fotografare. Come in tutti i mestieri, la specializzazione in una disciplina fa sì che, col tempo, tu riesca ad esprimerti al meglio. Adesso fotografo in prevalenza il Rugby a livello nazionale e le Coppe, ma scatto anche per il basket, il volley, i motori e altre discipline, secondo le esigenze dei miei clienti.

Nel corso della tua carriera, c'è stato uno sportivo in particolare che ti è rimasto nel cuore?

Sì, ce ne sono diversi, e per motivi più disparati. Chi per l’umiltà, chi per la disponibilità, ma non uno in particolare. Ma è anche vero che, fotografando prevalentemente sport di squadra, è più difficile avere un singolo atleta preferito.

Qual è stato l'evento sportivo più emozionante che hai seguito?

Sicuramente la prima volta che ho fotografato la Nazionale di Rugby molti anni fa al Flaminio. Essere in prima fila, ad un passo degli atleti, e sentir cantare da tutto il pubblico l’inno italiano, è stata un’emozione che ancor oggi ricordo.

Rispetto al fotografo “tradizionale”, quali sono gli attributi che un fotoreporter sportivo deve avere?

Amare il proprio lavoro, avere spirito di sacrificio e tanta voglia di spostarsi. È un lavoro molto logorante, con i suoi contrattempi negli spostamenti, serve velocità nell’indicizzare e spedire i file pressoché in tempo reale e, per certi sport, si devono sopportare intemperie, pioggia, neve, vento, sole. Ma tutto questo si fa - sì per il guadagno - ma anche perché spinti da una passione e da una soddisfazione che allevia tutti i sacrifici.

Fare il fotografo di sport, in qualche caso, necessità di vere e proprie abilità sportive, come nel caso delle foto di alpinismo o immersione. Ti è mai successo di doverti immedesimare nel ruolo dello sportivo, tanto da dover fare una preparazione atletica specifica e, se sì, esiste una "dieta del fotografo dello sport"?

Francamente no. Gli sport da me fotografati sono sport prevalentemente di squadra, giocati indoor o su campi all’aperto, ma quasi sempre io mi trovo in postazioni più o meno fisse. Quindi, non necessitiamo di nessuna preparazione specifica. Per quanto riguarda la dieta, penso che non esista una dieta specifica per il fotografo, ma solo il buon senso di una alimentazione sana ed equilibrata, seguita da una attività fisica costante come ognuno dovrebbe seguire.

Andrea Martini, fotografo sportivo