Fare sport significa prima di tutto superare i propri limiti, ma anche combattere quel pizzico di pigrizia che, diciamolo, ogni tanto colpisce tutti. C'è chi trova gli sport al chiuso particolarmente noiosi e ha bisogno di uno stimolo in più per uscire di casa e fare del moto, così sceglie attività all'aperto con cui ammirare e scoprire le meraviglie della natura.
Ovviamente più impegnativo, ma non meno piacevole di una passeggiata con gli amici alla scoperta del paesaggio, il trekking è perfetto per chi vuole fare un'attività fisica in cui arricchire, oltre al proprio corpo, anche gli occhi e lo spirito. La vera sfida nel trekking è avventurarsi in itinerari sempre nuovi, affrontare percorsi difficili fatti di discese e salite su strade non sempre agevoli, farsi sorprendere dalle infinite sfumature, declinazioni e varietà che offre il paesaggio, passare dal mare alla montagna attraverso fitti boschi o valli deserte
Un'esperienza unica, come quella offerta dall'associazione Grande Trekking che domenica 7 maggio dalla spiaggia di Marina di Carrara ha portato oltre 1.000 persone a toccare la vetta del Monte Sagro, una tra le principali cime delle Alpi Apuane, grazie alla IV edizione del Grande Trekking dal mare alla vetta. Per questo abbiamo intervistato Andrea Maccari il presidente di Grande Trekking, una delle associazioni vincitrici di Mukki Sport 2016/2017.

Perché avete pensato a un evento che unisse il mare e la montagna?
L'idea di questo evento è partita dalla nostra zona che offre una grande varietà naturalistica, un territorio in cui convivono varie tipologie di paesaggio. La Toscana si presta perfettamente a ospitare un evento che permette di assaporare in breve tempo due declinazioni della natura così distanti: il mare e la montagna. Per questo il Grande Trekking ha scelto come motto "Sfida te stesso", perché unisce due realtà che in natura si trovano agli antipodi e si raggiungere una vetta delle Alpi da cui godere di una vista mozzafiato, dal momento che il Monte Sagro si affaccia sul mare.
L'eccezionalità di questo itinerario è testimoniato dallo straordinario incremento di partecipanti: siamo partiti in 90 nel 2014 e quest'anno abbiamo coinvolto 1.600 persone, molte delle quali provenienti da tutta Europa. Non ci sono solo partecipanti che lo fanno in maniera agonistica: in molti, convinti dagli amici, sono affascinati dall'aspetto naturalistico del percorso. Comunque, anche se la formula funziona bene e la parte competitiva convive tranquillamente con quella ludica, stiamo pensando di prolungare il percorso competitivo per chi è abituato a trial più competitivi.

Cosa spinge le persone a scegliere il trekking?
Faccio parte del CAI e ho notato che negli ultimi anni si è registrato un incremento di iscrizioni nelle attività legate al trekking e che prevedono il contatto con la natura. Dopo ogni grande manifestazione, come il Grande Trekking, aumentano le persone interessate a queste attività: basta provarle anche una sola volta per appassionarsi, perché sono molto divertenti. In particolar modo, i neofiti che partecipano a manifestazioni con così tante persone ne escono entusiasti, perché la fatica viene ridotta dalla contingenza, dal fatto che sei insieme agli altri ad affrontare una sfida e superi la stanchezza con maggiore spensieratezza. Ti dà molta adrenalina il fatto di essere riuscito nell'impresa e diventa come una droga, non riesci più a farne a meno.

È più difficile scalare l'Everest o vincere Mukki Sport?
È stata senza dubbio una sfida faticosa ma, come il trekking, anche Mukki Sport è stato una droga, perché è un contest molto adrenalinico, anche se divertente. A parte il periodo della votazione, abbiamo apprezzato molto tutto quello che c'è stato dopo la vittoria, come la targa ricevuta e la presenza del fotografo all'evento che ci ha contagiati tutti con il suo entusiasmo, mostrandosi felice di essere lì con noi.

Info: grandetrekking.com
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