Un progetto per sostenere lo sport in Toscana

Per il terzo anno consecutivo torna Mukki Sport: la grande iniziativa della Mukki che alimenta la passione per lo sport sostenendo eventi, tornei, gare e iniziative sportive, organizzate da associazioni sportivo dilettantistiche toscane.

Come partecipare? Basta inserire l'evento sportivo organizzato dalla vostra associazione e proporlo alla votazione on line del pubblico.

I 10 progetti sportivi che riusciranno a ottenere più voti, saranno sostenuti da Mukki con un contributo di 2.000 euro (20.000 euro complessivi), oltre alla comunicazione e alla presenza del marchio Mukki Sport nel corso degli eventi.

Ultime notizie

Il pattinaggio? E' lo sport più completo dopo il nuoto venerdì 11 maggio 2018 E' uno sport un po' sottovalutato perché si pensa che coinvolga solo alcune parti del corpo. Invece il pattinaggio a rotelle è lo sport più completo dopo il nuoto dal momento che coinvolge in maniera armonica tutto il corpo. Ce lo ha spiegato bene Marina Polacco, dirigente di Skating Academy Pisa, l'associazione rientrata tra i 10 vincitori di Mukki Sport 2017/2018, organizzatrice dell'evento "Pisa a rotelle". Perché consiglierebbe di praticare il pattinaggio? “Molte indagini diffuse dalla Fisr (Federazione Italiana Pattini Sport Rotellistici) lo indicano come lo sport più completo dopo il nuoto. Anche se si svolge con le gambe, in realtà, fisicamente ci vuole il coinvolgimento di tutto il corpo e bisogna potenziare gambe e addominali in maniera armonica. Riesce a coniugare l'elemento artistico (come la recitazione) con la preparazione atletica che deve essere importante e continua. Sviluppa l'equilibrio, la coordinazione e l'elasticità degli arti inferiori e superiori della colonna vertebrale. Inoltre può essere praticato da tutti, a vari livelli. Ideale sarebbe iniziare a cinque anni per raggiungere i livelli agonistici più alti ma si può iniziare anche a dieci anni ottenendo comunque buoni risultati”. Quanto è diffuso a Pisa il pattinaggio?  “Abbastanza diffuso perché a Pisa ci sono dieci società dedicate a questo sport. Ci sono dieci società attive in questo settore (tra pattinaggio artistico a rotelle, freestyle con i rollerblade e il pattinaggio velocità). La nostra associazione conta centocinquanta iscritti, ma in tutta la città ci saranno più di seicento iscritti divisi fra le varie società. Sul territorio pisano è uno sport abbastanza praticato grazie a delle realtà storiche già attive dagli anni '60. Il limite di questo sport è che le strutture al chiuso, per praticarlo in città, non sono sufficienti. Noi, come società, abbiamo finanziato personalmente un bello spazio al chiuso a I Passi, siamo in un centro di recente costruzione. Il problema è che, anche se la Fisr ha fatto una comunicazione ufficiale, puntualizzando che i pattini a rotelle non hanno nessun impatto negativo sui pavimenti, molte palestre ancora non condividono i loro spazi con i pattinatori perché convinti che i pattini siano rovinosi per i loro pavimenti. Auspichiamo perciò che venga meno questo pregiudizio e che vengano messe a disposizione le grandi superfici di cui noi pattinatori abbiamo bisogno”.Come è nata l'idea del vostro evento "Pisa a rotelle"? “Abbiamo pensato a una manifestazione che potesse portare in città il pattinaggio in tutte le sue forme perché a Pisa questo sport ha un impatto considerevole. Volevamo una manifestazione che promuovesse questa disciplina e che uscisse dagli spazi chiusi delle palestre per coinvolgere chi ancora non la pratica a livello sportivo ma era interessato ad avvicinarsi al pattinaggio. Tantissimi hanno fatto la prova, è stata una bella giornata all'insegna dello sport con i lungarni chiusi al traffico. Hanno partecipato tantissimi bambini anche con il monopattino e gli skateboard, hanno partecipato anche molte famiglie ma anche tanti atleti professionisti e agonisti”. Qual è la stata la vostra carta vincente per risultare tra i vincitori di Mukki Sport? “Abbiamo vinto grazie a un grande spirito di squadra, a un passaparola tra atlete e genitori. Ci abbiamo creduto fin dall'inizio ma è stato importante coinvolgere tutti i nostri soci. Eravamo indecisi se puntare su un evento già esistente, come i nostri trofei o su qualcosa di nuovo, ma alla fine abbiamo deciso di proporre una cosa mai fatta. La nostra società è giovane, è nata solo tre anni fa ma ci stiamo impegnando molto: siamo un gruppo di amatori che si occupa di sport quasi per caso, visto che nella vita facciamo altro. Però ce la stiamo mettendo tutta per promuovere il pattinaggio e la vittoria di Mukki Sport è stata un bel premio per il nostro impegno”. Info: www.asdskatingacademypisa.it, e-mail asdskatingacademy@gnail.com facebook.com/Skatingacademypisa Leggi tutto
Cambiare punto di vista con la danza aerea giovedì 12 ottobre 2017 Capita a molti di sognare di restare sospesi in aria, guardare tutti dall'alto e provare - almeno per una volta - le ebrezza del volo; senza cimentarsi in sport pericolosi, c'è una disciplina che ci fa vivere queste stesse emozioni da svegli. Si chiama danza aerea e unisce l'armonia e l'eleganza dei movimenti della danza con la forza e l'atletismo del circo, due aspetti indispensabili per dar vita a meravigliose acrobazie stando intrecciati ad un tessuto. In molti sono a caccia di un corso di danza aerea (o “tessuto”) e come dargli torto: è una bellissima sensazione staccarsi dalla terra, perdere i propri punti di riferimento e farsene di nuovi. Dal punto di vista fisico, la danza aerea è un efficace allenamento all'equilibrio, da quello psicologico ci insegna ad adattarci continuamente ai cambiamenti: staccando i piedi da terra, perdiamo i soliti punti di riferimento, impariamo a guardare le cose da altre prospettive e dobbiamo necessariamente migliorare la percezione di noi stessi e la fiducia nelle nostre possibilità. Nulla è scontato: a partire dal nodo che si fa sul tessuto per dare il via agli esercizi; ogni passo in avanti è un grande traguardo che aumenta l'autostima. Ecco tutto quello che abbiamo imparato su questa disciplina grazie a Eleonora Valorz, insegnante di danza aerea dell'Associazione Socialisarte ASD che ha preparato gli atleti dell'evento Save The Movement – Fissa il Movimento che ha concluso la seconda edizione di Mukki Sport.Come nasce la danza aerea? La danza aerea è un'evoluzione della corda, quindi una disciplina che deriva dal circo; è molto recente e in Italia si sta diffondendo negli ultimi anni. Nonostante la provenienza della disciplina, la nostra associazione nasce da un'esperienza e un percorso formativo prettamente di danza e non di circo; inoltre gli esercizi sono molto ben abbinabili alla danza, per questo le performance di danza aerea sono così poetiche. Grazie alle caratteristiche del tessuto che utilizziamo per i nostri esercizi - dalle grandi possibilità dal punto di vista espressivo - la danza aerea è stata una delle prime specialità a uscire dall'ambito circense e a trovare una propria autonomia. Che tipo di preparazione atletica e artistica necessita questo sport?Si svolge un lavoro a terra preparatorio, costituito da un riscaldamento mirato alla preparazione atletica e al rafforzamento di tutte le catene muscolari e articolari, con particolare attenzione alla parte addominale, indispensabile per sostenere la colonna vertebrale e prevenire gli infortuni. Nella preparazione si attinge a diverse discipline: pilates, danza contemporanea (per conferire coordinazione e maggiore armonia al corpo) e alle basi dell'acrobatica a terra per rinforzare la parte superiore del corpo; inoltre, si inizia ad approcciare al lavoro a testa in giù. La musica è indispensabile nella preparazione atletica, in quanto propedeutica al lavoro artistico; ci alleniamo ad ascoltare e percepire la musica e il ritmo per adattarli alle diverse tipologie di movimento possibili. Inoltre, una parte molto importante è il lavoro sul peso e l'equilibrio, allenandosi anche in coppia per stimolare la continua ricerca del proprio corpo e del suo rapporto con quello dell'altro per lavorare sullo spazio condiviso. A parte questo aspetto atletico, anche nella danza aerea c'è una costanza ricerca del bello, base di ogni disciplina artistica.Eravate pronti ad affrontare una sfida come Mukki Sport?A parte tutta la fase della votazione, che è stata molto impegnativa, portare a termine questo percorso con il nostro evento (Save the Movement – Fissa il Movimento, ndr) è stata un'ulteriore sfida perché dopo la pausa estiva, con le ragazze ci siamo impegnate molto per confezionare un evento che rispondesse alle nostre aspettative, per questa è stata un'esperienza molto educativa. Dopo il rientro dalle vacanze, dovevamo concentrarci nella ricerca di una bellezza molto profonda che non riducesse le performance a semplice esecuzione di esercizi atletici. Il nostro lavoro, però, era già iniziato con l'apertura delle votazioni per Mukki Sport, un periodo molto intenso vissuto come una gara minuto per minuto, costantemente ad aggiornarci sulla posizione in classifica della nostra associazione, pronti a mettere in campo ogni risorsa per riuscire ad ottenere il nostro posto tra i primi dieci. È stato un testa a testa fino all'ultimo che, anche se molto faticoso, ha rappresentato un'occasione inedita per recuperare tutti quei rapporti inevitabilmente allentati negli anni; un modo anche per intrecciare i fili di una rete di persone.Info: https://socialisarte.org/ - facebook.com/socialisarte.it         info.socialisarte@gmail.com Leggi tutto
Revolution Soccer Team: la rivoluzione che passa dallo sport martedì 26 settembre 2017 Il mondo dello sport è vastissimo e l’impegno e il talento sono valori che non hanno colore, sesso, età, condizione sociale, handicap o qualsiasi altro parametro esterno, sia a livello professionale, sia a livello dilettantistico; per questo, un evento gay friendly è perfettamente in linea con i migliori valori dello sport. Non ce ne sarebbe bisogno, eppure ancora oggi una realtà associativa o un'azienda deve dichiararsi gay friendly per dire apertamente che “chiunque è il benvenuto” e che non considerano l'orientamento sessuale un marchio o bollino per catalogare le persone, ma solo una libera scelta da rispettare. Anche se per molti di noi è difficile da accettare, gli stereotipi condizionano anche gli ambienti sportivi; che tu sia un atleta professionista o un dilettante, non tutte le realtà accolgono tra i propri membri gli LGBT, perché non sono conformi ai loro “canoni”. Assurdo, direte voi: anche nello sport, l'attività con il maggiore potere aggregante in assoluto, esiste l'omofobia? Anche per noi è stata una “spiacevole scoperta”, fatta chiacchierando con Claudio Cirri, vice presidente della Revolution Soccer Club, una delle 10 associazioni vincitrici della seconda edizione di Mukki Sport che ci ha portato per mano alla scoperta di un lato (oscuro) dello sport.Come nasce il Revolution Soccer Club?A livello associativo, siamo una realtà molto giovane, abbiamo appena 1 anno e mezzo, mentre la squadra da cui siamo nati ha almeno 10 anni. Inizialmente eravamo solo un gruppo di amici che avevano trovato nel calcetto un modo per fare sport insieme. Da lì siamo cresciuti: siamo stati i primi in Italia ad organizzare un torneo dichiaratamente rivolto a squadre gay e gay friendly e oggi siamo felici di aver dato il La; ora ci sono tornei a Bologna, Torino, Milano, Roma e Napoli. Una cosa normale a livello europeo, in quanto su certi temi sono molto più avanti di noi: siamo stati a Francoforte e Lione per dei tornei ed è stata una bella esperienza anche per aprire la mente e vedere quello che fanno gli altri.Abbiamo sentito il bisogno di essere più attivi perché abbiamo capito che era importante diventare veicoli di un messaggio: lo sport è divertimento e la squadra ci rende tutti uguali. Così, da semplice gruppo di amici che giocano a calcetto, ci siamo schierati apertamente, indossando la maglia arcobaleno e organizzando molte iniziative per sensibilizzare le persone su questo argomento, perché la squadra deve essere il luogo in cui sentirsi al sicuro e mai giudicato.Come vi ponete davanti agli stereotipi?Abbiamo girato un documentario e, durante le riprese, il regista ci ha chiesto di parlare delle nostre storie individuali e così abbiamo ricordato il nostro passato sportivo. Nello spogliatoio, luogo di confidenze e cameratismo per eccellenza, se sei gay vieni automaticamente tagliato fuori dai discorsi. Lo stereotipo nello sport ha un'influenza anche sulla prestanza atletica: gay è visto come sinonimo di debolezza, anche fisica, ma con la nostra squadra vogliamo dimostrare che sono preconcetti infondati. Il problema è che se ne parla ancora troppo poco: se così non fosse, non sarebbe un problema per un ragazzino dichiarare apertamente di essere gay, soprattutto se a farlo fossero grandi personaggi dello sport. È proprio ad alti livelli che le pressioni esercitate delle dinamiche di marketing e pubblicitarie si fanno sentire in maniera fortissima e ti rendi conto che il sistema condiziona le tue scelte; basti pensare che ancora nessun giocatore di squadre di calcio di serie A ha fatto coming out. In un'epoca di iper-esposizione mediatica, azioni come il coming out di grandi personaggi – ad esempio Tiziano Ferro - aiutano i ragazzini a trovare la forza per farlo a loro volta. Anche la vittoria a Mukki Sport è stata una “rivoluzione”? Per vincere Mukki Sport abbiamo mosso mari e monti: era diventata una questione di orgoglio e di gioia portare avanti il nostro messaggio e progetto, al di là del premio in palio. La vera forza propulsiva anche in questo caso è stato Paolo Nieri, presidente dell'associazione, che è il cuore e il perno attorno a cui ruotano tutte le nostre attività e che ogni anno organizza il torneo con grande entusiasmo. Abbiamo contattato tutte le persone che potessero darci la mano, che si sono appassionate alla nostra mission e si sono date da fare a loro volta per aiutarci. Personalmente, ho trovato commovente risentire persone dopo anni che non sapevano del mio orientamento sessuale, ma mi hanno aiutato con il cuore. La corsa per la vittoria è stata dura, ma con una grande infusione di energia da parte di tutti è sembrata un po' più leggera...Info: facebook.com/RevolutionSoccerTeam/ - http://www.revolutionsoccerteam.it                                info@revolutioncalcetto.it Leggi tutto
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